Giro del Gargano in bici: percorso tra costa e Foresta Umbra
Tappe personalizzabili, noleggio, trasporto bagagli, prezzi e consigli pratici per organizzare un viaggio in bicicletta
Il GAG, Giro ad Anello del Gargano, è un itinerario cicloturistico per attraversare il promontorio in bici. È lungo circa 350 km e nel 2026 ha conquistato il secondo posto tra le migliori ciclovie d'Italia, diventando noto anche fuori dalla Puglia. Si percorre preferibilmente in bici gravel o e-bike.
Non va confuso con la Ciclovia Adriatica da Lesina a Manfredonia, un tracciato più breve e lineare. Il Giro ad Anello del Gargano è invece un itinerario di più giorni che permette di attraversare diverse aree del promontorio, dalla costa all'entroterra, passando anche per località come Monte Sant'Angelo.
Non è una pista ciclabile continua e separata dal traffico, ma un itinerario che si snoda su strade diverse.
Il giro può essere fatto in 4, 5, 6 o 7 giorni, a seconda del tempo, della preparazione e del tipo di bici.

Una delle possibilità è percorrerlo in 4 tappe, per circa 200 km.
Prima tappa: da Monte Sant'Angelo a Mattinata (46 km, 750 m di salita)
Si parte da Monte Sant'Angelo, dove sorge la basilica di San Michele, e si scende verso Mattinata passando dall'Abbazia di Pulsano e da Monte Saraceno, uno sperone a picco sul mare. Il paesaggio cambia dalle alture si scende fino al mare.
Seconda tappa: da Mattinata a Vieste (60 km, 1.100 m di salita)
Si lascia Mattinata con la salita verso la zona panoramica del Valico del Lupo, poi si torna sulla costa. È uno dei tratti più spettacolari del Gargano, tra falesie, calette e continui affacci sull'Adriatico. In estate il traffico sulle strade costiere può aumentare.
Terza tappa: da Vieste alla Foresta Umbra (48 km, 1.250 m di salita)
Dopo Vieste si segue la costa settentrionale, dove si incontrano i trabucchi, antiche macchine da pesca in legno ancora in funzione. A Peschici si lascia il mare e si sale verso la Foresta Umbra.
Quarta tappa: dalla Foresta Umbra a Mattinata (48 km, 881 m di salita)
L'ultima tappa comincia con un giro nella Foresta Umbra, poi torna sulla costa e si arriva a Mattinata lungo il sentiero dell'Amore.
L'ingresso nella Foresta Umbra segna uno dei cambiamenti più evidenti del viaggio. Dopo la costa si pedala tra boschi e faggete nel cuore del Parco Nazionale del Gargano. Le faggete vetuste fanno parte del patrimonio UNESCO dal 2017 e sono uno degli ambienti naturali più importanti attraversati dal GAG.
Il percorso completo permette di scoprire anche l'area del lago di Varano, il più esteso lago costiero d'Italia, noto per le ostriche. Il paesaggio è molto diverso dalle falesie tra Mattinata e Vieste e dalle località turistiche della costa settentrionale. È proprio questa alternanza a caratterizzare il GAG: mare, salite, borghi, Foresta Umbra e lago fanno parte dello stesso viaggio.
Per chi viaggia in treno, la stazione di riferimento è Foggia. In Puglia il trasporto della bicicletta è gratuito sui treni regionali di Trenitalia che hanno il simbolo della bicicletta.
Il giro si percorre con la propria bici o noleggiandone una sul posto: sul promontorio ci sono operatori locali che offrono noleggio, tour guidati e trasporto bagagli. Indicativamente, secondo i listini pubblicati nel 2026, una e-bike costa circa 50 euro al giorno o 200 euro a settimana, e una mountain bike circa 30 euro al giorno o 120 euro a settimana. Il trasporto bagagli tra le tappe costa circa 20 euro a persona per tappa.
I periodi ideali per completare l'anello in totale tranquillità sono la primavera e l'autunno, quando le temperature sono miti. Se si sceglie l'estate, è preferibile concentrarsi sui percorsi interni della Foresta Umbra, che rimangono freschi e isolati dal traffico diretto alle località balneari.
La mia esperienza
Del GAG ho percorso solo il tratto nella Foresta Umbra, con la mia bici, arrivando in macchina. Per il tratto che ho percorso consiglio una mountain bike: alcuni sentieri hanno un fondo irregolare e in diversi punti serve un buon controllo della bici.

Ho lasciato l'auto nei pressi del Rifugio Sfilzi, tra Vico del Gargano e Monte Sant'Angelo. Da qui si può entrare nella zona della Riserva di Sfilzi e iniziare a pedalare nella foresta.

I sentieri sono ben delimitati dalle staccionate e generalmente è facile capire dove proseguire. Questo però non significa che siano sempre semplici: in alcuni tratti il fondo diventa più impegnativo e bisogna avere un buon equilibrio sulla bici, soprattutto quando il terreno è sconnesso.
Un aspetto da non sottovalutare è il rischio di forature o tagli agli pneumatici. Proprio per il tipo di fondo eviterei bici con pneumatici troppo sottili e porterei con me almeno il necessario per affrontare una foratura.
Durante il percorso ho incontrato anche degli asinelli. Vederli all'interno della foresta è stata una delle sorprese più piacevoli della giornata e contribuisce a rendere questo tratto molto diverso rispetto ai tratti costieri descritti sopra.
