Ciclovia di Oropa della Serra: percorso e difficoltà
Da Santhià a Oropa tra borghi, boschi e salite impegnative, con ritorno attraverso Biella e la Riserva della Bessa
La Ciclovia di Oropa della Serra è un itinerario ad anello di circa 120 km che parte dalla stazione di Santhià, raggiunge il Santuario di Oropa e ritorna passando da Biella e dalla Riserva Naturale della Bessa. Il percorso completo può essere diviso in due parti: 64,9 km da Santhià a Oropa e 55,7 km per tornare a Santhià.
La parte più impegnativa è l'andata verso Oropa, con circa 1.215 metri di salita. Senza una bicicletta a pedalata assistita alcune salite sono davvero dure e, secondo la mia esperienza, è necessario essere allenati.
È un percorso interessante anche per scoprire una parte del Piemonte molto meno conosciuta turisticamente rispetto ad altre zone alpine. I paesaggi sono meno famosi di quelli della Valle d'Aosta, ma sono bellissimi e cambiano molto lungo il percorso, dalla pianura agricola alla Serra fino alle Alpi Biellesi.
I dati tecnici del percorso sono disponibili sul sito ufficiale del Cammino di Oropa.

Percorso, difficoltà e cosa vedere
Partendo dalla stazione ferroviaria di Santhià, si percorre inizialmente un tratto della CicloVia Francigena in direzione dell'anfiteatro di Ivrea. Dopo Cavaglià si raggiunge Roppolo, dominata dal castello, e successivamente Viverone, nei pressi dell'omonimo lago.
Da qui il percorso comincia a diventare più impegnativo. Si sale verso Zimone e si attraversano le piccole valli della Serra fino a Magnano, dove si trova il Monastero di Bose.
Si prosegue poi verso Sala Biellese e si affronta un'altra salita per raggiungere Andrate. Uno dei tratti che ricordo con maggiore piacere è quello del Tracciolino, la strada panoramica che corre lungo il fianco delle Alpi Biellesi e permette di osservare dall'alto la pianura.
L'arrivo al Santuario di Oropa, a oltre 1.100 metri di quota, conclude la prima parte del percorso. I dati indicativi sono 64,9 km, circa 5 ore e 24 minuti e 1.215 metri di salita.
Per tornare a Santhià si può seguire un itinerario diverso, completando così l'anello. Da Oropa si scende verso Biella lungo la strada resa celebre anche dal Giro d'Italia del 1999 e dall'impresa di Marco Pantani.
A Biella vale la pena attraversare il Piazzo, il quartiere storico situato nella parte alta della città, prima di continuare verso la pianura.
Il percorso passa quindi vicino al fiume Elvo e attraversa la Riserva Naturale della Bessa, un'area caratterizzata dai grandi accumuli di ciottoli lasciati dall'antica attività di estrazione dell'oro. Da qui si torna verso Zimone e infine a Santhià, prevalentemente lungo strade secondarie asfaltate.
Il ritorno è più facile dal punto di vista altimetrico: sono 55,7 km, con circa 257 metri di salita e 1.220 metri di discesa. Il tempo indicativo è di circa 3 ore e 30 minuti.
Un altro aspetto che ho apprezzato molto percorrendo questa zona è la cucina. A Biella e nei piccoli centri della provincia si mangia molto bene, spesso con un rapporto tra quantità, qualità e prezzo che mi ha sorpreso.
A Zimone, per esempio, ricordo un pranzo da Enrico con ottimi funghi e un menu piemontese particolarmente abbondante: antipasti, primi, fritto misto, dolce, vino della casa, digestivo e caffè.
La Ciclovia di Oropa della Serra mi è piaciuta proprio per questo. Non porta soltanto al celebre Santuario di Oropa: permette di attraversare lentamente una parte del Biellese fatta di piccoli borghi, boschi, strade panoramiche e luoghi che difficilmente si conoscerebbero scegliendo soltanto le destinazioni piemontesi più famose.