Passeggiate autunnali da non perdere al Lago di Viverone
Scopri perché il Lago di Viverone è perfetto per passeggiate autunnali.
Eravamo a Biella per la montagna, con l’idea di salire a Oropa. Poi il caldo e la voglia di un diversivo un po’ più “da mare” ci hanno fatto cambiare programma.
Abbiamo chiesto in giro e ci hanno parlato del Lago di Viverone: a meno di 30 minuti di macchina da Biella. È stata una deviazione semplice, ma azzeccata.
Il Lago di Viverone è uno di quei posti che, almeno all’inizio, rischi di sottovalutare. Sulla carta è “solo” il terzo lago del Piemonte per dimensioni, poco meno di 6 km², con una profondità che arriva a circa 50 metri. Poi ci arrivi, e capisci che il punto non è la classifica.
Si trova tra il Canavese e il Biellese, stretto tra Viverone, Piverone e Azeglio, dentro quell’anfiteatro morenico di Ivrea che già da solo spiega perché il paesaggio abbia questa forma così armonica. Ma quello che colpisce davvero è l’equilibrio tra le due anime del lago.
Da una parte c’è la zona nord-orientale, più attrezzata: lidi, bar, ristoranti, stabilimenti dove affitti lettino e ombrellone. Le spiagge balneabili confermate – come il lido di Viverone, Anzasco o la zona della Masseria – funzionano bene: acqua pulita, certo non come il mare, servizi essenziali, tutto abbastanza ordinato. È la parte più viva del lago, ideale se vuoi prendere il sole e vedere un po’ di movimento.
Personalmente, con mia moglie abbiamo fatto proprio così: mattinata tranquilla ad abbronzarci e poi la sera siamo tornati per guardare la gente ballare, con musica caraibica lungo il lago. Alla fine è venuta fuori una giornata intera di svago, semplice ma completa, e tutto sommato con costi contenuti.
Dall’altra parte invece il lago cambia ritmo. La sponda sud è più silenziosa, meno costruita, con canneti, boschi e tratti in cui sembra quasi di uscire da una località turistica. Qui non trovi stabilimenti ogni pochi metri e proprio per questo il paesaggio risulta più naturale, meno “organizzato”. È anche la zona che ho preferito, perché ti dà la sensazione di stare davvero in un ambiente ancora in parte intatto.
Merita una visita, ma anche una bella camminata lungo le sue sponde. In diversi tratti il percorso è piacevole e scorrevole, adatto un po’ a tutti. Solo in alcuni punti bisogna fare un minimo di attenzione alla convivenza tra pedoni e ciclisti: capita che qualcuno utilizzi gli stessi spazi con un po’ troppa disinvoltura. Nulla di problematico, ma è bene tenere gli occhi aperti.
Io ho fatto un tratto dell’anello che gira intorno al lago, circa 17 km totali. Non è un percorso tecnico, ma nemmeno una passeggiata piatta: alterna sterrati, tratti asfaltati poco trafficati e deviazioni in collina. A un certo punto lasci proprio la riva e ti ritrovi tra vigneti e cascine, con il lago che compare a tratti, mai tutto insieme. Questo continuo cambiare prospettiva evita la monotonia e rende il giro più interessante di quanto si possa pensare.
La parte più inaspettata però non è il paesaggio, ma quello che c’è sotto l’acqua.
Negli anni ’70, durante alcuni scavi, sono stati trovati i resti di un villaggio palafitticolo dell’età del Bronzo: circa 5000 pali conficcati nel terreno, a pochi metri sotto il livello del lago. Non è una ricostruzione turistica, ma un sito reale, studiato, che ha permesso di capire com’era organizzato un insediamento tra il 1650 e il 1350 a.C., con abitazioni, recinti e collegamenti verso la terraferma.
Questa scoperta ha portato il lago dentro il riconoscimento UNESCO dei siti palafitticoli alpini nel 2011. E cambia il modo in cui lo leggi: qui sotto c’è un insediamento dell’età del Bronzo documentato, con strutture, oggetti e un’organizzazione chiara. Non è solo un lago dove fare il bagno: è un luogo con una stratificazione concreta, verificabile.
Se vuoi vedere qualcosa di concreto, c’è il Centro di Documentazione a Viverone e un percorso semplice da Azeglio (località Boscarina) che porta nella zona del villaggio. Non aspettarti scenografie o ricostruzioni spettacolari: è più una visita da capire che da guardare. Però merita.
Per il resto, il lago si presta bene a tente cose. Puoi fare sport acquatici – vela, sup, canoa – oppure limitarti a un giro in battello per vedere il paesaggio da un’altra prospettiva. Niente di strepitoso, ma puoi passare mezza giornata senza grandi pretese.
La sensazione finale è che Viverone non punti sull’effetto scenografico. Non ti colpisce tutto insieme: lo capisci tornando in più punti, in momenti diversi della giornata. Le dimensioni contenute aiutano: ti orienti subito, riconosci i tratti, e alla seconda passeggiata sai già dove tornare.