Il riso in cagnone e la sua storia affascinante
Il riso in cagnone è un piatto tipico delle valli lombarde e piemontesi, semplice ma ricco di gusto.
Per lavoro sono abituato a viaggiare programmando tutto: orari, coincidenze, spostamenti. L’obiettivo è non perdere tempo. Poi però succede che vedo poco e mangio sempre le stesse cose, quelle standard che potrei trovare ovunque.
In vacanza ho un altro approccio. Mi muovo più lentamente, mi fermo di più nei posti, cerco piatti locali invece di soluzioni già note, in pratica cerco di adottare quello che oggi si definisce turismo lento, e che io definisco vita.
È anche per questo che mi piacciono i cammini. Purtroppo sono una scoperta che ho fatto solo negli ultimi anni.
Il Cammino di Oropa, in particolare, mi ha permesso di entrare davvero nel territorio. Non solo con quello che ho visto, ma con quello che ho mangiato.
Il Cammino di Oropa non è un unico percorso, ma una rete di itinerari che si muovono tra natura e spiritualità.
Il più conosciuto è il Cammino della Serra: quattro tappe, ben segnate, accessibili anche a chi non ha grande esperienza. È quello che concentra più persone.
Poi c’è il Cammino Orientale, che può essere percorso in entrambe le direzioni e che, di fatto, estende il percorso della Serra.
Il Cammino Canavesano è più lungo: parte da Valperga, passa da Ivrea e si collega al tracciato principale.
Infine c’è il Cammino Valdostano, che unisce Fontainemore a Oropa seguendo il percorso della processione storica che si tiene ogni cinque anni.
Quattro modi diversi per arrivare allo stesso punto.
Io ho scelto il percorso da Santhià al Santuario di Oropa, passando per il Santuario di Graglia.
È un itinerario lineare: parti dalla pianura, attraversi le prime colline e poi inizi a salire davvero.
Lungo il cammino ho scoperto diversi piatti e prodotti del territorio: il riso in cagnone, i torcetti al burro, il ratafià, i canestrelli, la toma, la bagna cauda, il maccagno, i ravioli del plin, il tomino, i baci di dama e il fritto misto alla piemontese.
Non è una lista costruita. Sono cose che incontri davvero strada facendo. Forse anche perché il territorio è meno noto della Valle d’Aosta, è rimasto più autentico. Non è un prodotto preconfezionato per i turisti.
Userò il Cammino di Oropa per fare, virtualmente, un percorso tra le bontà della cucina biellese.
Una cosa che si nota subito è questa: la cucina più tradizionale la trovi soprattutto salendo verso le valli, più che nel centro di Biella.
In città l’offerta è ampia: trovi un po’ di tutto, dalla cucina locale a quella asiatica. Ma è fuori, lungo il percorso e nelle zone di montagna, che la cucina resta più fedele al territorio.
E il punto di partenza è il riso in cagnone.
Il riso in cagnone è un piatto semplice, tipico tra Biella e Vercelli. Non è un risotto: il riso viene lessato e poi condito con burro e formaggio, di solito toma. Pochi ingredienti, niente lavorazioni complicate.
Nasce in un territorio preciso, tra risaie e montagna. Il riso arriva dalla pianura vercellese, il burro e i formaggi dal Biellese. È un piatto che sta in mezzo, come il cammino che collega questi due ambienti.
Il nome “cagnon” in dialetto significa larva. Si riferisce all’aspetto dei chicchi dopo la cottura, un po’ irregolari e chiari. Non è un nome elegante, ma è coerente con una cucina che descrive le cose senza abbellirle.
E' un piatto povero, ma proprio questa semplicità lo rende particolarmente apprezzabile lungo il cammino.
Io l’ho mangiato alla Bossola, sul Tracciolino.
È uno di quei posti immersi nel verde e nel silenzio. Per arrivarci devi fare un po’ di salite, ma ne vale la pena.
Il piatto era semplice, ma dopo la salita aveva un sapore buonissimo.
Il prezzo del riso in cagnone sta intorno ai 10 euro.
Io, in totale, con circa 30 euro ho mangiato antipasto, primo, dolce e bevuto vino. Prezzi più che giusti.