Portici di Torino: storia, itinerario e cosa vedere

Perché i portici di Torino sono unici in Italia, quali percorrere e cosa raccontano della città

Portici di Torino: storia, itinerario e cosa vedere

Sono arrivato a Torino il primo weekend di ottobre, quando il centro storico ospitava Portici di Carta, la manifestazione che ogni anno trasforma i portici cittadini in una lunga libreria all'aperto. Passeggiando tra gli stand, però, mi sono accorto che i protagonisti non erano soltanto i libri. Erano soprattutto i portici stessi: camminando da Piazza Castello fino a Via Po ho capito perché sono considerati uno dei simboli della città. Non sono solo un elemento architettonico: cambiano davvero il modo in cui si visita Torino.

I portici furono progettati fin dal Seicento come parte del disegno urbanistico voluto dai Savoia, per permettere alla corte e alla nobiltà di spostarsi al riparo dalle intemperie. Con il tempo la rete si estese a gran parte del centro, fino a raggiungere gli attuali 18 chilometri, di cui oltre 12 consecutivi. Una delle reti più estese d'Italia, seconda solo a Bologna, che supera i 62 chilometri complessivi e vanta il riconoscimento UNESCO. La storia dei due percorsi, però, è diversa: a Bologna i portici nacquero spontaneamente nel Medioevo come ampliamento delle case, a Torino furono voluti fin dall'inizio da un progetto unico, e questo li rende più uniformi ed eleganti, quasi un unico grande porticato a cielo aperto.

Il loro valore non si misura solo in chilometri. Piazze, negozi, librerie, caffè storici e palazzi monumentali sono tutti collegati dagli stessi archi. L'ho apprezzato soprattutto fermandomi ai tavolini di qualche caffè storico: un attimo di pausa, il via vai di torinesi e turisti sotto le stesse volte, poi il cammino che riprende. Utile in ogni stagione: ombra nelle giornate calde, riparo da pioggia e neve in inverno.

Quali portici vedere a Torino

Se hai poco tempo, ti consiglio di percorrere almeno questi tratti:

  • Piazza Castello, il cuore della città, punto di partenza ideale;
  • Via Po, il tratto che mi è rimasto più impresso: gli edifici storici si susseguono fino a Piazza Vittorio Veneto, con il Po e la Gran Madre sullo sfondo;
  • Piazza San Carlo, tra i portici più eleganti di Torino;
  • Via Roma, perfetta per lo shopping, fino alla stazione di Porta Nuova.

Se il tempo lo permette, vale la pena proseguire oltre i portici, fino al Po: in pochi minuti si passa dalle gallerie coperte ai grandi spazi aperti del fiume, con la Gran Madre davanti e le Alpi sullo sfondo nelle giornate più limpide.

Quando ripenso a Torino, non mi viene in mente un singolo monumento. Mi torna alla mente quella lunga galleria coperta che mi ha accompagnato durante Portici di Carta, ma anche il fiume che la attraversa e le montagne che la circondano, visibili all'improvviso alla fine di una via. Portici, Po e Alpi insieme raccontano una città capace di offrire molto.

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