Passeggiata a cavallo a Ovindoli: un modo diverso per vivere la montagna

Da Collarmele a Ovindoli per una passeggiata a cavallo tra boschi e vallate del Sirente-Velino. Un’esperienza accessibile anche a chi non è mai salito a cavallo, tra natura, silenzio e panorami sul Monte Velino.

Passeggiata a cavallo a Ovindoli: un modo diverso per vivere la montagna

Se si cerca una base per esplorare l’entroterra abruzzese, Collarmele è una scelta buona. È un piccolo paese, senza caos, dove tutto sembra rallentare e da cui ci si muove facilmente verso diverse località della zona. Collarmele è noto anche tra gli appassionati di mountain bike, soprattutto per la Granfondo “I Sentieri dei Lupi”: il territorio offre percorsi anche impegnativi che si snodano alle pendici del Monte Sirente, rendendolo una meta interessante per chi ama pedalare in montagna

Va detto però che il paese non è molto attrezzato dal punto di vista dei B&B e delle strutture ricettive. Proprio per questo può avere senso valutare anche i paesi vicini, che offrono qualche soluzione in più mantenendo comunque prezzi molto accessibili. In ogni caso, la zona resta comoda per raggiungere Ovindoli in pochi minuti di auto.

In inverno a Ovindoli ero già stato per sciare, ma a fine aprile sono tornato con un’idea proposta da mia moglie: una passeggiata in montagna a cavallo. In zona ci sono diverse centri ippici, ad esempio il Centro ippico Velino Sirente. Il punto di ritrovo era in località Santa Iona: lì ci ha accolti la guida equestre che avrebbe accompagnato tutto il percorso. Dopo aver consegnato l’attrezzatura, c’è stato un primo momento per prendere confidenza con i cavalli, con una breve spiegazione di base e la messa in sella (una decina di minuti, utili soprattutto se non si ha esperienza).

Da lì si parte. Il percorso si sviluppa all’interno del Parco Naturale Sirente-Velino: prima la vallata, poi tratti in collina e un passaggio nel bosco. Si sale gradualmente di quota, fino ad avere una vista aperta sul Monte Velino e sulla catena della Magnola. Il ritmo lento e costante del cavallo determina poca fatica fisica, ma per me, che era la prima volta, c’è stata una componente emotiva non da poco. In totale si percorrono circa 8 km in due ore, sempre seguiti dalla guida. Non è un’esperienza difficile, anzi è accessibile, e permette di vivere la montagna da un’altra prospettiva, con una sensazione di libertà difficile da spiegare. Inoltre si crea un rapporto con il cavallo — o almeno, questa è la sensazione che ho avuto io — ed è una parte dell’esperienza che resta. L’esperienza è adatta sia a principianti sia a chi ha già dimestichezza con i cavalli: la guida modula il percorso in base al livello dei partecipanti. Io, non avendo esperienza, sono stato seguito molto dall’inizio alla fine.

Eravamo in due e, complessivamente, abbiamo speso circa 100 euro in totale. Dopo la passeggiata ci siamo anche fermati a fare un aperitivo, chiudendo la giornata con salsicce e vino abruzzese.

Se devo fare un confronto, la spesa è leggermente superiore a una giornata sugli sci, ma il tipo di esperienza è completamente diverso. Qui non c’è velocità, non c’è la logica delle piste da fare una dopo l’altra. È tutto più lento, più essenziale.

Stando a cavallo si iniziano a notare dettagli che di solito passano in secondo piano: i suoni sono più presenti, ma soprattutto gli odori della montagna sembrano cambiare. È come se tutto fosse più amplificato, più vicino.

E poi c’è un aspetto che mi ha colpito più del previsto: fatto in coppia, è il tipo di esperienza che unisce. Si condivide lo stesso ritmo, lo stesso silenzio, lo stesso paesaggio, ma in modo diverso rispetto a una giornata sugli sci. Meno frenetico, più diretto. Ed è proprio questo che, secondo me, la rende così particolare.

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