Collarmele: quando il tempo prende un altro ritmo
Un piccolo borgo fuori dai circuiti turistici, dove il tempo cambia passo e ti riporta a un ritmo più naturale.
Collarmele non è un posto dove vai a fare cose. È un posto dove vai a stare.
Quando ci arrivi, la prima sensazione è quasi di spaesamento. Se arrivi in treno, probabilmente sei l'unico a scendere alla stazione. Ti chiedi cosa fare. Poi capisci che la domanda più giusta è un'altra.
Non sei lì per fare. Sei lì per rallentare.
La mattina esci e anche se non hai un programma preciso è molto bello. Puoi fare una passeggiata nei dintorni, passeggiare su uno dei sentieri verso il Sirente-Velino, oppure semplicemente restare in paese.
Se però hai voglia di muoverti un po’ di più, il modo migliore per capire davvero questo posto è mettersi in cammino.
Io, ad esempio, sono partito da Collarmele per un trekking lungo fino a Forca Caruso. E' un bel trekking impegnativo: si sale poco alla volta, si attraversano tratti di bosco e zone più aperte, con viste che cambiano continuamente. A un certo punto esci dal bosco e il paesaggio si apre: meno alberi, più vento, più luce.
Parti con l’idea di arrivare in alto e sembra una cosa solo impegnativa. In realtà la passeggiata è piacevole: il percorso scorre, i tratti nel bosco alternati alle aperture ti fanno andare avanti senza pensare alla fatica. Sei lontano dal frastuono, davanti hai solo spazio e silenzio. E senza accorgertene la fatica si riduce. Ti accorgi di riappropriarti del tuo equilibrio, di prenderti cura di te.
Quando arrivi in alto, a Forca Caruso, ti senti ripagato dello sforzo. Sei a 1.107 metri, tra il Sirente e la piana del Fucino, con panorami ampi e aperti sulla Valle Subequana e la valle Peligna. Le curve sono morbide, il paesaggio è quello tipico dell’Appennino: silenzio, spazio, niente che disturba davvero lo sguardo. In lontananza si nota anche il viadotto ferroviario in muratura, che aggiunge un dettaglio quasi romantico.
È un valico, una specie di passaggio tra due versanti: strada, pochi edifici, e intorno solo montagne. Qui per secoli passavano persone, animali, commerci tra l’Abruzzo interno e la Marsica: non è solo un punto geografico, è un luogo di passaggio vero, di quelli usati da sempre.
Il valico aveva un ruolo strategico nelle vie di comunicazione: già dal IX secolo a.C., poi in età romana e fino a tempi recenti, era un punto chiave per i collegamenti tra Roma e Aternum. Per secoli è stato di fatto l’unico passaggio tra Tirreno e Adriatico lungo la Via Tiburtina Valeria (oggi SS5).
Ed è proprio questa posizione che lo ha reso anche un luogo di scontri. Qui nel 937 Marsi e Peligni, guidati da Berardo detto “il Francisco”, affrontarono gli Ungari per il controllo dei traffici. E nell’Ottocento il passo è stato coinvolto nelle vicende del brigantaggio.
Oggi rimane molto più spoglio rispetto al passato. Di certo non è un posto costruito per il turista, e proprio per questo ti colpisce: è autentico Mi ha colpito molto il vento: si sente forte quando sei lì sopra.
La sensazione non è tanto quella di aver “raggiunto una meta”, ma di esserti preso tempo. di esserti allontanato dalla routine. Ti fermi, guardi, senti il vento e il silenzio. Al ritorno, per quanto in discesa, non hai voglia di accelerare, proprio per goderti la passeggiata il più a lungo possibile.
A Collarmele il tempo si dilata, e quella che all’inizio sembra una mancanza — l’assenza di cose da fare — diventa spazio vero.
È un tipo di esperienza che oggi si fa fatica a trovare, soprattutto in Italia dove anche i borghi più piccoli ormai sono super organizzati per il turismo. Qui no. Qui tutto è ancora normale.
E proprio per questo, quest piccolo borgo è una valida scelta come base per una vacanza.
In pochi minuti sei ad Aielli, con la sua Torre delle Stelle ed i suoi murales. Poco più in là Celano, le gole, Ovindoli. Hai intorno un territorio ricco, ma torni la sera in un posto che resta tranquillo, senza rumore. Ti rendi conto che è la base ideale per scoprire le meraviglie dell'Abruzzo.
Dove dormire
L'unico limite è che B&B e hotel qui sono sostanzialmente assenti. Bisogna cercare appena fuori dal paese — ma la sorpresa è che si trovano facilmente case a basso costo immerse nel verde, ideali per una famiglia con bambini che possono giocare in libertà, a contatto con la natura. Un paradiso.
Io ho scelto di dormire tra Aielli e Celano: comoda con un piccolo giardino con le rose. Durante il giorno ti muovi e vedi i dintorni, la sera torni in una zona tranquilla, senza caos, e puoi leggerti un libro in giardino.
Collarmele non ti offre qualcosa da fare. Ti toglie il bisogno di farlo.