Ciclovia di Oropa Canavesana: 145 km tra natura e borghi

Da Ivrea, due anelli attraversano boschi, montagne e piccole frazioni, fino al celebre Santuario di Oropa

Ciclovia di Oropa Canavesana: 145 km tra natura e borghi

La Ciclovia di Oropa Canavesana è un itinerario ad anello di circa 145 km, con 2.261 metri di dislivello positivo. Parte da Ivrea e collega il Canavese al Santuario di Oropa. Attraversa Ivrea e la Valle Elvo, alternando piccoli centri abitati, boschi e paesaggi di montagna.

Non si tratta di una pista ciclabile separata dal traffico. Utilizza soprattutto strade percorribili anche dalle auto, in prevalenza a basso traffico, con alcuni brevi tratti sterrati.

Ha una particolare forma a 8, con Ivrea al centro. È composta da due grandi anelli. Quello occidentale porta verso Cuorgnè e il Sacro Monte di Belmonte. Quello orientale attraversa la Serra Morenica e raggiunge il Santuario di Oropa.

I due anelli possono essere percorsi insieme oppure separatamente. Questo permette di adattare il viaggio al tempo disponibile e alla propria preparazione.

Ivrea svolge un ruolo importante anche dal punto di vista pratico. La ciclovia passa dalla sua stazione ferroviaria, comoda per chi arriva in treno.

Un anello a 8 in quattro tappe

Prima tappa: da Ivrea a Cuorgnè (26,7 km, 261 m di salita)

Attraversiamo il Canavese settentrionale con saliscendi dolci, quasi sempre lungo la Ciclovia Pedemontana Alpina. Da Ivrea arriviamo a Salerano Canavese, dove un tratto di sterrato nelle campagne porta a Fiorano. Proseguiamo su strade a basso traffico tra Loranzè, Colleretto Giacosa e Quagliuzzo. Arriviamo a Castellamonte, famosa per le ceramiche artigianali di altissima qualità, e proseguiamo su sterrato lungo i navigli fino a Spineto. La tappa si conclude a Cuorgnè.

Cuorgnè

Seconda tappa: da Cuorgnè a Ivrea (33,9 km, 726 m di salita)

Partiamo da Cuorgnè, nel Canavese occidentale, su un percorso, con panorami sull'Anfiteatro Morenico di Ivrea. Entriamo nella Valle Sacra tra i boschi, fino a Borgiallo e Colleretto Castelnuovo. In salita arriviamo a Cintano. Da qui la salita si fa meno dolce fino a Castelnuovo Nigra. Proseguiamo fino a Vistrorio, dove ci sono bar, alimentari e una farmacia, e a Lugnacco. Con lievi saliscendi risaliamo nel bosco, attraversiamo il Passo di Nonani. Da Fiorano Canavese una strada pianeggiante, con brevi tratti di sterrato, ci porta a Salerano e a Ivrea.

Ivrea

Terza tappa: da Ivrea a Oropa (36,4 km, 1.069 m di salita)

Da Ivrea attraversiamo la Dora Baltea e sfioriamo le sponde del Lago Sirio, poi risaliamo la Serra Morenica fino ad Andrate, dove ci sono fontane e bar per una sosta. Da qui lasciamo il Canavese ed entriamo nel Biellese lungo il Tracciolino, una delle strade panoramiche più belle del Piemonte. Arriviamo infine al Santuario di Oropa, che domina le Alpi Biellesi.

Quarta tappa: da Oropa a Ivrea (49,6 km, 297 m di salita)

Torniamo in Canavese passando da Biella e dalla Riserva Naturale della Bessa, poi risaliamo la Serra Morenica fino a Zimone. Da Oropa scendiamo verso Biella. Attraversiamo il Piazzo, il quartiere storico di Biella, posto su un'altura con vista sulla città e sulla pianura.

Biella Piazzo

Tra le sue stradine si possono visitare i Palazzi del Piazzo, che ospitano spesso mostre d'arte e custodiscono giardini all'italiana. Lasciata Biella, costeggiamo per un tratto il fiume Elvo e attraversiamo la Riserva Naturale della Bessa, un paesaggio unico modellato dalla natura e dall'ingegno umano. Proseguiamo verso Zimone e rientriamo a Ivrea, per lo più su strade secondarie asfaltate.

La nostra esperienza

Uno degli aspetti che abbiamo apprezzato di più è il continuo contatto con la natura. Per lunghi tratti si pedala tra boschi, prati e montagne. Il verde accompagna gran parte del viaggio.

Ma ci sono anche i piccoli centri abitati. Lungo il percorso si incontrano piccoli centri formate da poche case, spesso immerse nel verde e lontane dai centri più grandi. Attraversandole si ritrova qualcosa della vita di montagna di una volta, quando questi piccoli nuclei erano strettamente legati al territorio che li circondava.

Oropa merita una sosta.

Oropa Biella

Si può pranzare: nell'area del Santuario ci sono bar e ristoranti con prodotti locali. Si può anche visitare il Santuario, molto frequentato dai turisti e molto bello. Colpisce il contrasto: dopo tanti chilometri di relativa solitudine, ci si ritrova in un luogo mistico, immerso nel verde, con tanta gente intorno.

Chi dispone di più tempo può approfittare del viaggio per conoscere Biella e i suoi luoghi principali. In particolare, si può dedicare qualche ora al centro storico di Biella.

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