Esplora il Museo Diocesano di Trani e la sua storia
Visita il Museo Diocesano di Trani e scopri la sua storia e opere.
Era marzo. Stavo trascorrendo qualche giorno a Bari e avevo deciso di fare una gita a Trani per visitare la sua cattedrale. Mi trovavo in piazza Duomo quando improvvisamente suonarono le campane della Cattedrale (XI–XIII secolo). Alzai lo sguardo verso il campanile e vidi oscillare i bronzi. Suonavano davvero, dopo un lungo silenzio durato quarant'anni. Sapevo che le campane erano rimaste ferme per decenni durante i lunghi lavori di restauro dell'imponente campanile romanico.
Fu uno spettacolo inatteso. I bronzi oscillavano nelle aperture gotiche con un movimento un po' scoordinato ma affascinante. Il campanile, alto 59 metri, domina la piazza affacciata sul mare e il movimento delle campane si vede anche da lontano, lungo il porto.
Il concerto delle sei campane richiamò rapidamente turisti e fedeli sulla piazza annunciando la messa. Decisi di entrare anch'io. Non sono particolarmente credente, ma in quel momento mi sembrò naturale restare lì e partecipare alla funzione in una cattedrale così solenne.
Quando la messa finì, il parroco ricordò che il Museo Diocesano era aperto. Mentre uscivo dalla chiesa con ancora nelle orecchie il suono delle campane, mi venne voglia di capire qualcosa di più sulla storia di quel luogo. Fu allora che notai il portone di Palazzo Lodispoto, affacciato sulla piazza.
Era ancora mattina e mi fermai a fare colazione al Bar del Tribunale, proprio in piazza Duomo di fronte alla cattedrale. Ordinai un caffè e una brioche calda: la specialità che ha reso famoso questo locale. La brioche viene sfornata continuamente e servita vuota oppure farcita al momento con creme artigianali. Io sono goloso e quella mattina esagerai, chiedendo doppia farcitura di pistacchio e nocciola. Fare colazione a Trani non è solo mangiare qualcosa — è parte della giornata.
Dopo la colazione attraversai la piazza ed entrai nel Museo Diocesano, ospitato nello storico Palazzo Lodispoto. Il palazzo chiude il lato della piazza verso la città e dialoga con la basilica: austera e romanica la cattedrale, più elegante e barocco il palazzo. Entrambi costruiti in tufo locale, si armonizzano nonostante i secoli che li separano.
All'interno, nell'atrio, si trova la biglietteria. Il palazzo appartiene all'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie e fu donato dalla famiglia Lodispoto con l'idea di trasformarlo in un centro culturale. Il biglietto costa 7 euro, ridotto 5. Il museo è inoltre convenzionato con il Museo Sinagoga Sant'Anna: presentando il biglietto di uno si ottiene una riduzione sull'ingresso dell'altro.
La visita si sviluppa su più livelli collegati anche da ascensore. Ho iniziato dal piano interrato, dove si trova l'area archeologica con i resti delle strutture più antiche su cui poggia l'edificio. È una parte meno spettacolare, ma aiuta a capire quanto sia stratificata la storia di questo luogo.
Salendo al piano terra si incontra la sezione lapidea: frammenti scultorei, iscrizioni e sarcofagi provenienti dalla cattedrale e da altre chiese della città. Camminando tra queste pietre si ha quasi la sensazione di sfogliare pagine di storia locale.
Proseguendo ai piani superiori si arriva al cuore del Museo Diocesano con opere legate alla storia religiosa di Trani. Qui mi ha colpito soprattutto il reliquiario di San Nicola Pellegrino, patrono della città, insieme ai dipinti e alle icone di arte devozionale dal Medioevo al Settecento.
Una delle sorprese della visita è la sezione dedicata alle macchine da scrivere. Non è qualcosa che ci si aspetta in un museo diocesano, ed è proprio questo a renderla interessante. La presenza di questa collezione ha una storia particolare: l'imprenditore Natale Pagano lavorò per anni a Ivrea nelle file della Olivetti, poi tornò a Trani e iniziò a raccogliere macchine provenienti da diversi paesi. Nel tempo la raccolta è cresciuta fino a diventare un museo nel museo: oggi sono esposti circa 500 pezzi, dai modelli ottocenteschi alle macchine elettroniche più recenti, con tastiere in lingue diverse, strumenti per la scrittura in braille e persino versioni giocattolo per bambini. Alcune sono diventate celebri perché usate da grandi scrittori o comparse nel cinema.
La visita completa richiede circa un'ora e mezza, seguendo il percorso con la brochure fornita all'ingresso.
Se si arriva da fuori città, il treno è la soluzione più comoda: la zona intorno alla cattedrale ha pochi parcheggi e raggiungerla a piedi dalla stazione richiede solo qualche minuto. Basta camminare verso il mare e girare leggermente a sinistra: all'improvviso si apre uno degli scenari più suggestivi della Puglia, con la piazza affacciata sull'acqua, la cattedrale, il campanile e Palazzo Lodispoto.
Trani ha un ritmo diverso rispetto ad altre località pugliesi molto frequentate come Monopoli, Polignano, Ostuni o Lecce. La mattina puoi entrare nella cattedrale, visitare il museo e sorprenderti davanti a una collezione di macchine da scrivere. Poi fermarti per un dolce, passeggiare sul lungomare e guardare le barche nel porto. È una città che si gode meglio con calma — e che riserva qualche sorpresa a chi si ferma più di qualche ora.