Dove mangiare cucina piemontese a Torino senza pagare prezzi da turista

Chi cerca cucina piemontese autentica a Torino non deve fermarsi al centro storico. Nel quartiere Borgo San Paolo si trovano trattorie e osterie frequentate soprattutto dai residenti, dove agnolotti, tajarin e bolliti vengono serviti a prezzi che ricordano ancora la Torino di tutti i giorni.

Dove mangiare cucina piemontese a Torino senza pagare prezzi da turista

Quando si pianifica una visita a Torino, la tendenza naturale è cercare ristoranti vicino al centro storico. È comprensibile — si è già lì, i locali sono facili da trovare e le recensioni online abbondano. Il problema è che in quelle zone i prezzi riflettono spesso una clientela che passa una volta sola e non tornerà. La qualità non manca, ma si paga anche l'indirizzo.La qualità non manca, ma una parte del conto serve anche a pagare la posizione del locale, a pochi passi dalle principali attrazioni turistiche.

Chi vuole mangiare cucina piemontese seria spendendo quello che spendono i torinesi deve spostarsi nei quartieri residenziali. Borgo San Paolo è uno di questi.

Nato come quartiere operaio attorno alle grandi industrie torinesi, si è riqualificato nel tempo senza perdere la propria identità. È un quartiere tranquillo ma non spento, con una scena gastronomica interssante che serve prima di tutto chi ci abita. Dista circa cinque chilometri dalla Mole, per avere un riferimento. Non è il quartiere in cui si capita per caso durante una passeggiata nel centro storico, ma è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Se l'obiettivo è capire come mangia davvero Torino, vale il viaggio.

Due locali dove vale la pena fermarsi

Durante una delle nostre esplorazioni gastronomiche abbiamo provato due locali del quartiere: l'Osteria Le Ramin-e e il Cantinone San Paolo. Li abbiamo scelti perché sono due dei locali che vengono consigliati più spesso quando si chiede dove mangiare piemontese in Borgo San Paolo.

L'Osteria Le Ramin-e si presenta con mattoni a vista, bottiglie sugli scaffali, tavoli con tovaglie a righe e sedie in legno con i cuscini. È l'atmosfera di una cantina che fa anche da trattoria — calda, informale, il tipo di posto dove si abbassa involontariamente la voce quando si entra e poi ci si ritrova a parlare più del previsto.

Il Cantinone San Paolo ha un carattere diverso. Scaffali in legno chiaro carichi di bottiglie, tavoli semplici. Più cantina che trattoria, più essenziale nell'arredo. Se alle Ramin-e i mattoni creano calore, al Cantinone è il legno e la cantina a dare il tono. Personalmente ho trovato l'atmosfera delle Ramin-e più coinvolgente, ma è una questione di gusti.

In entrambi i casi vale un avvertimento pratico: il venerdì sera sono un po' più pieni e leggermente più rumorosi. Il vociare è quello tipico dei locali, il che fa parte dell'esperienza, ma se si cerca una cena tranquilla è meglio puntare su un giorno infrasettimanale.

Sul cibo entrambi si collocano sopra la media. Alle Ramin-e ho provato il bollito di carne, uno dei piatti tipi del Piemonte. Al Cantinone ho ordinato i tajarin al ragù di salsiccia con un bicchiere di Barbera.

I menu seguono la tradizione piemontese: battuta di Fassona, agnolotti, plin al sugo d'arrosto, tajarin, bollito, coniglio, stracotto di vitello. La fascia di prezzo è simile nei due locali: antipasti intorno agli 11-12 euro, primi tra gli 11 e i 12 euro, secondi attorno ai 14-15 euro, dolci a 6 euro. Ordinando antipasto, primo o secondo, dolce e vino è realistico aspettarsi una spesa tra i 35 e i 50 euro a persona. Cifre che a Torino centro per la stessa qualità difficilmente si trovano.

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