Cammino Materano – Via Ellenica: da Alberobello a Matera in 7 tappe
170 km a piedi da Alberobello a Matera tra trulli, boschi, gravine e villaggi rupestri.
La Via Ellenica è uno dei percorsi più particolari del Cammino Materano perché collega due siti UNESCO molto diversi tra loro: Alberobello e i Sassi di Matera.
Il cammino attraversa la Terra delle Gravine, una delle aree più scenografiche della Puglia, caratterizzata da canyon rocciosi, villaggi rupestri, boschi, masserie e paesi costruiti ai margini delle gravine.
In totale il percorso è lungo circa 170 km suddivisi normalmente in 7 tappe, con una media di circa 20–22 km al giorno.
Rispetto ad altre vie del Cammino Materano, la Via Ellenica alterna paesaggi agricoli e ambientazioni rupestri.
In alcuni tratti si cammina tra ulivi, masserie e campagne aperte; in altri invece compaiono improvvisamente gole rocciose profonde, chiese rupestri e gravine che cambiano completamente il paesaggio.
I punti tappa principali sono:
- Alberobello
- Martina Franca
- Crispiano
- Massafra
- Mottola
- Palagianello
- Castellaneta
- Laterza
- Ginosa
- Matera
Le località attraversate sono numerose e in alcuni casi una singola tappa collega più borghi o sistemi di gravine nello stesso giorno di cammino.
Le 7 tappe della Via Ellenica
Alberobello – Martina Franca
- Distanza media: circa 16–18 km
- Tempo medio: 4–5 ore
- Difficoltà: medio-facile
La Via Ellenica inizia con uno dei tratti più riconoscibili della Puglia.
La partenza da Alberobello attraversa subito il rione Monti, il nucleo storico dei trulli inserito tra i patrimoni UNESCO.
I primi chilometri conducono verso l’Oasi Bosco Selva, e introducono immediatamente il paesaggio tipico della Valle d’Itria.
Dopo il bosco il percorso continua tra sentieri rurali e stradine delimitate da muretti a secco, anch’essi riconosciuti patrimonio UNESCO.
Il paesaggio alterna continuamente uliveti, querceti, trulli e masserie, creando una delle partenze più scenografiche dell’intero Cammino Materano.
Rispetto ad altre vie più legate alle gravine e agli ambienti rupestri, qui domina soprattutto il paesaggio agrario della Valle d’Itria.
L’arrivo a Martina Franca cambia atmosfera: il centro storico barocco introduce una dimensione urbana molto diversa rispetto alla partenza rurale.
Martina Franca – Crispiano
- Distanza media: circa 20–22 km
- Tempo medio: 5–6 ore
- Difficoltà: media
Questa tappa attraversa alcune delle aree boschive più interessanti dell’intera Via Ellenica.
Dopo Martina Franca il percorso entra nella Riserva naturale orientata Murge Orientali.
Per diversi chilometri si cammina immersi nel silenzio dei boschi, tra querce, calcari affioranti, radure e vegetazione tipica della macchia mediterranea.
Lungo il percorso si incontra anche la Masseria Gorgofreddo, legata all’allevamento del cavallo murgese.
La seconda parte della tappa attraversa invece il Bosco delle Pianelle, uno dei più estesi polmoni verdi della Puglia.
Il bosco sorge all’interno di una grande dolina carsica e il cammino attraversa per circa 7 km una grande lecceta con alberi monumentali.
Rispetto alla prima tappa della Valle d’Itria, qui l’ambiente diventa più selvaggio e meno agricolo.
L’arrivo a Crispiano segna anche il passaggio simbolico tra la Valle d’Itria e la Terra delle Gravine.
Crispiano – Massafra
- Distanza media: circa 20 km
- Tempo medio: 5–6 ore
- Difficoltà: media
Da Crispiano il cammino entra nella Terra delle Gravine, una delle aree naturalistiche più particolari della Puglia.
I primi chilometri attraversano la Gravina di Triglie, percorrendo sentieri che seguono l’alveo tra vegetazione mediterranea, pareti rocciose e tracce di antichi insediamenti rupestri.
Lungo questo tratto si incontrano anche resti di abitazioni in grotta e le chiese rupestri di San Cipriano e San Michele.
Rispetto alle tappe precedenti, qui le aree agricole della Valle d’Itria lasciano spazio ai canyon carsici tipici della Terra delle Gravine.
Il percorso prosegue poi verso Masseria Amastuola, antica masseria circondata da un grande vigneto-giardino progettato dal paesaggista Fernando Caruncho.
L’arrivo a Massafra introduce uno dei centri più legati alla cultura rupestre dell’intera area ionica pugliese.
Massafra – Mottola
- Distanza media: circa 22–24 km
- Tempo medio: 6–7 ore
- Difficoltà: media
La partenza da Massafra attraversa uno dei paesaggi rupestri più importanti della Puglia.
La città si caratterizza per la presenza di gravine, grotte e ambienti ipogei che testimoniano secoli di vita rupestre.
Massafra sorge infatti tra la Gravina di San Marco e quella della Madonna della Scala, due profondi canyon costellati di grotte e antichi insediamenti.
Lasciata la città, il percorso continua lungo sentieri immersi tra ulivi secolari e progressivamente sale di quota.
Uno dei tratti più suggestivi conduce verso il Bosco di Sant’Antuono, attraversato tramite antichi tratturi e sentieri panoramici.
Rispetto alle tappe precedenti, qui il paesaggio alterna continuamente gravine, boschi e affacci aperti verso l’arco ionico.
L’arrivo a Mottola conclude una delle tappe più panoramiche della Via Ellenica.
Mottola – Palagianello – Castellaneta
Questa tappa collega tre centri diversi nello stesso giorno di cammino perché le distanze tra Palagianello e Castellaneta sono relativamente contenute e il percorso segue in modo continuo il sistema delle gravine senza vere interruzioni urbane.
- Distanza media: circa 20–22 km
- Tempo medio: 5–6 ore
- Difficoltà: media
La discesa da Mottola avviene lungo antichi tratturi che conducono verso una delle aree rupestri più importanti della tappa.
Lungo il percorso si incontrano infatti il villaggio rupestre di Casalrotto, composto da numerose grotte scavate lungo i fianchi della gravina, e la chiesa rupestre di Sant’Angelo, particolare perché sviluppata su due diversi livelli.
Poco dopo compare anche la chiesa rupestre di San Nicola, considerata una delle testimonianze più interessanti dell’arte sacra popolare medievale pugliese.
Il percorso continua poi verso Palagianello attraversando tratti molto panoramici tra centro storico e alveo della gravina.
L’ultima parte della tappa conduce invece a Castellaneta tramite sentieri sul ciglio della gravina omonima, una delle più grandi e spettacolari della Puglia.
È una tappa molto legata alla dimensione rupestre del territorio e probabilmente una delle più scenografiche dell’intera Via Ellenica.
Castellaneta – Laterza
- Distanza media: circa 22–24 km
- Tempo medio: 6–7 ore
- Difficoltà: media
Questa è probabilmente una delle tappe più spettacolari dell’intera Via Ellenica.
Si lascia Castellaneta attraversando inizialmente distese di ulivi e stradine rurali che conducono verso la riserva naturale di Montecamplo.
Qui il paesaggio conduce in una fitta area boschiva caratterizzata da fragni, roverelle, lecci, querce spinose e pini d’Aleppo.
Queste aree furono utilizzate come rifugio da numerosi briganti nell’Ottocento e ancora oggi il territorio conserva molte storie legate a quel periodo.
Il percorso continua poi salendo progressivamente di quota, con ampie vedute che nelle giornate limpide arrivano fino al Golfo di Taranto, alla Basilicata e persino ai rilievi calabri.
Uno dei tratti più impressionanti della tappa è però quello finale, quando il sentiero inizia a correre per diversi chilometri lungo il ciglio della Gravina di Laterza.
Con pareti che superano i 200 metri di altezza, la gravina rappresenta uno dei canyon più grandi d’Europa e uno degli ambienti naturalistici più spettacolari dell’intero cammino.
L’ultima parte attraversa l’Oasi Lipu prima dell’arrivo a Laterza.
È una tappa che alterna continuamente boschi, macchia mediterranea, panorami aperti e ambienti rupestri, riassumendo gran parte dei paesaggi tipici della Via Ellenica.
Laterza – Ginosa – Matera
- Distanza media: circa 28–30 km
- Tempo medio: 7–8 ore
- Difficoltà: impegnativa
L’ultima tappa attraversa alcuni dei paesaggi più selvaggi e simbolici dell’intera Via Ellenica.
Da Laterza il percorso continua lungo strade di campagna immerse tra gli ulivi fino alla pineta di Murgia San Pellegrino, area storicamente attraversata dai pastori durante la transumanza tra Basilicata e pianure ioniche.
Superata la zona rurale pugliese, il cammino entra progressivamente tra le colline lucane, caratterizzate da seminativi, uliveti e grandi panorami aperti.
In questo tratto non è raro vedere rapaci volteggiare sopra il percorso accompagnando il viandante lungo gran parte della tappa.
Nella seconda parte per diversi chilometri si cammina lungo sentieri che corrono a ridosso della gravina di Matera, uno dei canyon rupestri più celebri del Sud Italia.
Dall’alto iniziano progressivamente ad apparire case-grotta, pareti rocciose e antichi ambienti rupestri che anticipano l’arrivo nei Sassi.
L’ultimo ingresso verso Matera avviene dal rione Casalnuovo.
Uno stretto passaggio scavato nella roccia introduce improvvisamente alla vista dei Sassi, conclusione naturale e scenografica dell’intero cammino.
Dopo diversi giorni immersi nella Terra delle Gravine, l’arrivo a Matera rappresenta probabilmente uno dei momenti più forti dell’intera Via Ellenica.
Quanto è difficile la Via Ellenica?
La Via Ellenica non presenta difficoltà tecniche particolari, ma alcune tappe possono diventare impegnative soprattutto nei mesi caldi.
Le difficoltà maggiori derivano generalmente:
- dalla lunghezza di alcune tappe;
- dall’esposizione al sole;
- dai continui saliscendi vicino alle gravine;
- dalla presenza di lunghi tratti rurali.
Il cammino è comunque ben segnalato e dispone di una rete di accoglienze lungo tutto il percorso.
Segnaletica e organizzazione
La Via Ellenica è completa dal punto di vista della segnaletica e delle strutture di accoglienza.
Questo rende il percorso più semplice da organizzare rispetto ad altri cammini meno strutturati.
Per percorrere ufficialmente il cammino è consigliabile partire con la credenziale del Cammino Materano.
La credenziale può essere richiesta tramite il sito ufficiale del cammino e normalmente viene ritirata prima della partenza.
Come per le altre vie del Cammino Materano, conviene comunque prenotare in anticipo soprattutto nei periodi di maggiore affluenza, in particolare durante primavera e ponti festivi.
Quando fare la Via Ellenica
I periodi generalmente migliori sono:
- primavera;
- inizio autunno.
Durante l’estate alcune tappe possono diventare molto calde, soprattutto nei tratti più esposti della Terra delle Gravine.
La primavera è probabilmente il periodo più equilibrato, grazie alle temperature più miti e ai paesaggi rurali più verdi.