Spiagge Libere a Monopoli

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Spiagge Libere a Monopoli

Quest’estate ho passato alcuni giorni a Monopoli senza un programma preciso. Alloggiavo nel centro storico e mi muovevo un po’ a istinto: mattina mare, pomeriggio riposo, sera passeggiata. Con il pretesto di dover scegliere dove cenare facevo un bel po' di passi. Non guardavo le recensioni, ma cercavo di giudicare il posto dal vivo.

Le distanze sono brevi, questo è vero. In teoria molte spiagge si raggiungono a piedi in venti minuti. In pratica, tra caldo, borse, acqua, giochi dei bambini e voglia di non arrivare già stanchi, ho usato spesso l’auto. Però i parcheggi in centro sono un problema in alta stagione: trovare posto non è affatto scontato. Usare l’auto per andare al mare significa poi rientrare e rimettersi a cercare parcheggio in città, spesso facendo diversi giri prima di trovare uno spazio libero.

Lido Bianco l’ho scelto quasi per comodità mentale. Sapevo cosa aspettarmi: stabilimento, servizi, nessuna sorpresa. È una caletta urbana, affacciata sul lungomare, incastrata tra palazzine e asfalto. Non ha nulla di selvaggio. Quel giorno era metà giugno, caldo pieno, e non avevo voglia di camminare sotto il sole. Ho preso la macchina e, con un po’ di fortuna, ho parcheggiato senza fare troppi giri.

Due lettini e ombrellone in terza fila, 20 euro. Mi è sembrato un prezzo corretto. Il bar è lì a due passi: panini, insalate, bibite fredde. Niente atmosfera da cartolina, ma tutto semplice. In acqua il fondale ha sabbia al centro, scogli ai lati. La corrente si sentiva e l’acqua era più fresca di quanto immaginassi. Non è il posto dove vai per isolarti, è il posto dove vai per stare comodo e non pensare troppo.

Un paio di giorni dopo avevo voglia di qualcosa di più essenziale. Sono finito verso Porto Rosso, in una delle spiagge libere della zona. Anche qui potrei dire che si arriva a piedi in venti minuti, ma con borsa frigo e telo grande ho preferito evitare. Le distanze sono corte, ma sotto il sole pesano.

Qui cambia tutto: niente lettini ordinati, niente docce. Sabbia ma meno spazio. Mi sono sistemato dove ho trovato un varco e mi sono adattato. Ho nuotato a lungo, l’acqua era limpida, poi sono rimasto steso al sole senza fare molto altro. A luglio e agosto immagino sia decisamente più affollata; già così lo spazio non è infinito. È una soluzione buona se accetti un minimo di disordine e ti organizzi da solo. Però ho apprezzato molto la presenza del bagnino. Infatti un bagnante si è sentito male e nonostante la spiaggia sia libera è intervenuto prontamente!

La Scaletta è stata una scelta quasi obbligata: con i bambini serve sabbia e acqua bassa. Si trova più a sud, lungo Via Procaccia. Anche qui potresti andare a piedi, ma tra secchielli, cambi e zaini non ne avevo voglia. Ho guidato pochi minuti e mi sono risparmiato la fatica.

L’accesso è tramite una scaletta nella roccia, quindi bisogna fare attenzione. La caletta è piccola, raccolta. Il fondale scende piano, la sabbia è fine: per i bambini è perfetta. Quel giorno l’acqua non era chiarissima, forse per il vento, ma loro hanno giocato per ore senza accorgersene. Noi adulti ci siamo sistemati come potevamo, ombrelloni portatili e snack nello zaino. Non ci sono grandi servizi e lo spazio è quello che è.

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