Laris a Champorcher la stazione sciistica ideale

Laris a Champorcher è la stazione sciistica ideale per famiglie e sciatori esperti.

Laris a Champorcher la stazione sciistica ideale

Champorcher l’ho scoperta quasi per caso, e credo sia uno dei motivi per cui mi piace. È un posto piccolo, defilato, senza quell’effetto “wow” immediato delle grandi stazioni valdostane. Niente impianti scintillanti, niente file infinite. All’inizio quasi ti chiedi se ne valga davvero la pena. Poi, piano piano, capisci che è proprio questo il bello.

Ci sono stato in due stagioni molto diverse: d’inverno per scialpinismo e freeride, d’estate in mountain bike. In entrambi i casi non è stato tutto perfetto, ma è uno di quei posti che ti restituiscono più di quanto promettono.

In inverno ho girato soprattutto intorno a Laris. Si sale comodi con la telecabina da Chardonney fino alla stazione di Laris, e da lì con la seggiovia di Cimetta Rossa. Arrivati in cima non c’è nulla di spettacolare: nessun panorama “da cartolina”. Appena sceso dalla seggiovia ho preso a destra, seguendo il traverso verso l’elettrodotto. All’inizio sembra quasi di andare nel posto sbagliato, soprattutto se non conosci la zona.

Il vallone si apre dopo, gradualmente. La traccia segue una vecchia mulattiera che sale verso il Col di Laris. Non è una salita tecnica, ma nemmeno banale: con le pelli si procede bene, senza strappi cattivi, e questo la rende adatta anche a giornate in cui non hai voglia di stressarti. Dopo un po’ si passa vicino al Lago Laris. D’inverno è quasi sempre coperto, ma si capisce dov’è: il terreno cambia leggermente, si crea una specie di conca silenziosa. È uno di quei punti dove ti fermi anche solo per guardarti intorno.

Dal colle ho deciso di allungare verso il Bec Mulère. Non è una cima impegnativa, ma regala una vista notevole: Monte Rosa, Cervino, la Rosa dei Banchi. La discesa è la parte migliore. Ho seguito la linea più diretta all’inizio, poi mi sono tenuto sul versante destro, dove l’esposizione nord conserva la neve meglio. Non era una giornata da powder da copertina, ma la neve era ancora bella, e nei larici si sciava con gusto. Rientrando verso Laris ho chiuso un giro pulito, senza dover ripellare o inventarmi varianti strane.

Non è un itinerario estremo: direi una media difficoltà, circa 650 metri di dislivello in discesa. Il vantaggio vero è la tranquillità. Anche dopo una nevicata, qui la neve dura più a lungo rispetto a zone molto più battute.

In estate lo stesso ambiente cambia completamente. Sono partito da Hone, in basso, con un giro lungo ma logico. L’asfalto fino alla frazione Mont Blanc scorre bene, poi inizia lo sterrato verso Dondena. È una salita che non ti prende a schiaffi, ma ti consuma piano. Al Rifugio Dondena ho girato a sinistra e lì la pendenza si fa seria. La mulattiera però è tenuta bene, e anche quando le gambe iniziano a protestare, sai che stai andando nella direzione giusta.

Arrivato a Laris, volevo fermarmi al bar, ma ho deciso di spingermi ancora fino a Cimetta Rossa. Gli ultimi chilometri non sono tutti pedalabili, ma vale la pena: la discesa da lassù è continua, pulita, tutta in sella. Non una di quelle discese da video GoPro, ma una di quelle che ti fanno arrivare in fondo stanco e soddisfatto.

Champorcher non è Cervinia o Courmayeur, e proprio per questo la apprezzo. Se cerchi una valle meno battuta, con itinerari che premiano l'esplorazione e non la velocità, mettila in lista.

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