Chamois in un giorno: guida al borgo senza automobili in Valle d'Aosta
A Chamois si arriva solo con la funivia e ci si muove a piedi. Ecco cosa vedere nel borgo, quanto tempo dedicare alla visita e l'escursione al Lago di Lod.
Appena arrivato a Chamois con la funivia, bastano pochi passi per rendersi conto che questo paese ha un'atmosfera diversa da quella di qualsiasi altro borgo italiano. Qui le automobili non circolano: ci si sposta esclusivamente a piedi e la vita si concentra intorno alla piazza principale, dominata dalla chiesa con il campanile e circondata da chalet in legno che risalgono lungo il pendio. Le aiuole curate, le panchine e gli spazi aperti invitano a fermarsi qualche minuto prima ancora di iniziare la visita.
La sensazione di tranquillità non è esclusiva di Chamois: la si ritrova anche in molti piccoli paesi di montagna. Qui, però, è ancora più marcata perché manca completamente quel rumore di fondo prodotto dalle automobili, che anche nei borghi più silenziosi è quasi sempre presente. Al suo posto si sentono soprattutto le persone che passeggiano, il suono delle campane e, nelle giornate più calme, il vento tra gli alberi. È un dettaglio che può sembrare secondario, ma che contribuisce in modo evidente al carattere del paese.
La prima cosa che ho notato uscendo dalla funivia è stata la Chiesa di San Pantaleone, sulla sinistra, proprio affacciata sulla piazza. Il campanile bianco con la guglia scura e l'orologio si staglia contro il cielo, e sulla strada acciottolata davanti c'erano fioriere piene di petunie viola acceso — sembrava quasi un quadretto, con le montagne sullo sfondo. La parrocchia esiste dalla fine del Seicento, ma l'edificio che vedi oggi è il risultato dei lavori di ampliamento fatti nell'Ottocento.
Dalla piazza puoi iniziare a passeggiare senza un itinerario prestabilito. Il centro è raccolto e in pochi minuti si percorrono le sue vie, tra case tradizionali in pietra e legno e scorci che conservano ancora l'atmosfera di un piccolo borgo di montagna. Molti edifici sono antichi rascard, le caratteristiche costruzioni valdostane che un tempo venivano utilizzate come granai e fienili e che oggi sono state trasformate in abitazioni e piccoli B&B. Dormire in una di queste case, con il legno e la pietra che dominano ogni ambiente, dà davvero la sensazione di essere immersi nella natura. Passeggiando tra le vie del paese capita inoltre di vedere comparire il Cervino tra i tetti: dalla sua posizione a 1.815 metri di quota, Chamois è infatti uno dei balconi naturali più belli della Valle d'Aosta da cui ammirare la celebre montagna.
Una cosa che mi ha colpito è che, nonostante Chamois abbia poco più di cento abitanti, non dà l'impressione di essere un paese isolato. Ho trovato un minimarket, una tabaccheria, alcuni mini alberghi, bar e ristoranti. Durante la stagione invernale è presente anche un noleggio sci. Sono servizi sufficienti per trascorrere intere giornate senza dover tornare a valle.
Se hai a disposizione circa due ore, dopo aver visitato il centro puoi proseguire verso il Lago di Lod. Si raggiunge con una passeggiata di circa 30 minuti oppure, quando è in funzione, utilizzando la seggiovia. È una delle escursioni più semplici che partono da Chamois e permette di aggiungere una piacevole passeggiata alla visita del borgo. Se vuoi capire cosa trovi una volta arrivato e se la deviazione merita davvero il tempo necessario, ne parlo più nel dettaglio nell'articolo dedicato al Lago di Lod.
Chamois cambia molto in base al periodo dell'anno. In estate è ideale per passeggiate, trekking e percorsi in mountain bike, grazie ai numerosi sentieri che partono direttamente dal paese. In inverno, invece, si trasforma in una piccola stazione sciistica con 17 chilometri di piste.
Se avessi la possibilità di viverci per qualche tempo, lo farei soprattutto per questo: svegliarmi senza il rumore delle automobili, uscire di casa e trovare solo persone che camminano, il suono della funivia in lontananza e i sentieri che iniziano praticamente dal centro del paese. È questo, più della chiesa, del Lago di Lod o dei panorami, il ricordo che mi sono portato a casa da Chamois.