Come sono cambiati i Murazzi di Torino

La storia dei Murazzi di Torino racconta come un'opera sul Po sia diventata uno dei luoghi più simbolici della città.

Come sono cambiati i Murazzi di Torino

I Murazzi sono oggi una delle passeggiate più piacevoli lungo il Po, ma per quasi due secoli hanno cambiato volto più volte. Nati come opere di ingegneria idraulica, sono diventati prima uno spazio legato alla vita del fiume, poi il simbolo della vita notturna torinese e, negli ultimi anni, un luogo dove riscoprire il rapporto tra Torino e il suo lungofiume.

Da ricovero per le barche a simbolo della Torino sul Po

Per capire i Murazzi bisogna immaginare una Torino molto diversa da quella di oggi. Nell'Ottocento il Po non era il luogo dove passeggiare la sera, ma uno spazio di lavoro. Per questo, tra il 1833 e il 1835, lungo il fiume furono costruite le grandi arcate che ancora oggi caratterizzano i Murazzi: servivano a proteggere la città dalle piene e a ospitare rimesse per le barche, magazzini e altre attività legate alla navigazione.

Con il progressivo declino delle attività sul fiume, anche i Murazzi persero la loro funzione originaria. Le arcate rimasero inutilizzate fino agli anni Ottanta e Novanta, quando iniziò una trasformazione destinata a cambiare ancora una volta il rapporto tra Torino e il Po.

I vecchi spazi vennero recuperati e ospitarono locali, pub e circoli che in poco tempo resero i Murazzi uno dei punti di riferimento della vita notturna cittadina. Per un'intera generazione rappresentarono molto più di una semplice zona di locali: erano un luogo d'incontro capace di riunire studenti, artisti, musicisti, lavoratori e persone provenienti dagli ambienti più diversi. In quegli anni i Murazzi entrarono nell'immaginario collettivo di Torino e furono legati anche alla nascita di esperienze musicali che avrebbero poi raggiunto il successo nazionale, come quella dei Subsonica.

Quella stagione si concluse nel 2012, quando la maggior parte dei locali venne chiusa. Per alcuni anni l'area visse una nuova fase di incertezza, in attesa di un progetto che le restituisse un ruolo all'interno della città.

Negli ultimi anni i Murazzi hanno trovato un equilibrio diverso rispetto al passato. Rimangono un luogo di ritrovo, con locali e spazi dedicati al tempo libero, ma sono soprattutto una delle passeggiate più frequentate lungo il Po.

Basta fermarsi qualche minuto lungo il fiume per capire quanto questo luogo sia cambiato. Le arcate si affacciano direttamente sull'acqua, i dehors dei locali seguono il corso del Po e, soprattutto nelle sere d'estate, il rumore delle conversazioni si mescola a quello quasi impercettibile del fiume. Guardando verso l'altra sponda, tra il verde della collina e i ponti che attraversano il Po, la città sembra rallentare. Il traffico rimane sullo sfondo, mentre il fiume e il lungofiume diventano i veri protagonisti della passeggiata.

In fondo, i Murazzi assomigliano a Torino: cambiano nel tempo, si reinventano, ma continuano a conservare la propria identità.

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