La Chiesa di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie è un luogo di fede e storia a San Giovanni Rotondo.

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo

Prima ancora della grande chiesa moderna e delle arcate di Renzo Piano, il cuore spirituale di San Giovanni Rotondo è qui. La Chiesa di Santa Maria delle Grazie è il luogo dove tutto è iniziato.

Io ci sono arrivato unendomi a un pellegrinaggio partito da Roma. Non ero solo un visitatore di passaggio, ma parte di un gruppo in cammino, con momenti di preghiera condivisi e tempi scanditi. Questo ha reso l’ingresso in questa chiesa ancora più intenso, quasi più raccolto.

La presenza dei Frati Minori Cappuccini risale al 1540, quando un benefattore locale, Orazio Antonio Landi, mise a disposizione un piccolo appezzamento di terra per il nascente ordine. Sul sagrato della chiesa antica c’è ancora una piccola croce che ricorda quell’origine semplice, quasi povera. È un dettaglio discreto, ma racconta molto.

Il 5 luglio 1676 la chiesa venne consacrata solennemente e dedicata a Santa Maria delle Grazie. Da allora è rimasta il punto di riferimento spirituale del convento.

Già dall’esterno si percepisce la sua sobrietà. Sopra la porta d’ingresso, nella lunetta, è raffigurata la Madonna col Bambino insieme a San Francesco e San Michele Arcangelo. Ai lati dell’ingresso due lapidi ricordano due date fondamentali legate a Padre Pio: i cinquant’anni della sua permanenza a San Giovanni Rotondo (1916–1966) e i cinquant’anni del suo sacerdozio (10 agosto 1910 – 10 agosto 1960).

Entrando, l’atmosfera cambia subito. Non c’è monumentalità, ma raccoglimento. Le pareti sono cariche di ex voto, fotografie, piccoli oggetti lasciati dai fedeli nel corso dei decenni.

Qui Padre Pio ha svolto la maggior parte del suo ministero sacerdotale. Celebrava l’Eucaristia all’alba, amministrava i sacramenti, accoglieva persone da ogni parte d’Italia e del mondo.

Sull’altare di San Francesco – quello su cui celebrò la Messa dal 1945 al 1959 – si avverte ancora una particolare intensità. A sinistra si trova il confessionale, oggi protetto dal plexiglass, dove dal 1935 fino alla sua morte Padre Pio confessava le donne. È uno spazio semplice, quasi spoglio, ma sapendo cosa è accaduto lì dentro lo si guarda con occhi diversi.

Sull’altare maggiore si trova l’effige miracolosa della Madonna delle Grazie, protettrice della città. È un punto di riferimento per i fedeli, spesso circondato da persone in silenzio.

Fuori, però, il contesto cambia. Attorno alla figura di Padre Pio si è sviluppato negli anni un indotto evidente: negozi di souvenir religiosi, bancarelle, alberghi, pullman organizzati. È un luogo decisamente mistico, ma anche decisamente commerciale. Si percepisce che intorno alla devozione esiste un vero e proprio sistema economico.

Questa dimensione può sorprendere, soprattutto se si pensa alla vita austera e povera del frate cappuccino. C’è una tensione evidente tra l’essenzialità francescana e il movimento di persone, oggetti, offerte, strutture che ruotano attorno al Santuario.

Eppure, rientrando nella chiesa antica, quel rumore si spegne. Qui tutto torna misurato, quasi silenzioso. Rispetto alla nuova chiesa, questo spazio appare più contenuto, più essenziale. Ed è proprio questa misura che rende la Chiesa di Santa Maria delle Grazie un luogo profondamente significativo: non solo un edificio storico, ma lo spazio concreto in cui la figura di Padre Pio ha preso forma giorno dopo giorno.

Se visiti il Santuario, fermati qui con calma. Prima della grande architettura contemporanea e prima del flusso continuo di pellegrini, c’è questa chiesa antica che racconta una fede vissuta nella quotidianità.

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