La Chiesa di San Francesco d'Assisi a Matera

La Chiesa di San Francesco d'Assisi è un simbolo di Matera, con una storia affascinante e opere d'arte di grande valore.

La Chiesa di San Francesco d'Assisi a Matera

La Chiesa di San Francesco d’Assisi a Matera è una tappa perfetta se vuoi fare una visita “furba”: zero deviazioni, tanta resa. Sta nella parte alta della città, affacciata su Piazza San Francesco, proprio nel punto in cui il Piano diventa cerniera tra centro, musei e accessi ai Sassi.

Il bello è che non devi essere esperto d’arte per apprezzarla: qui funziona un approccio pratico. Ti do una mappa mentale semplice: fuori (facciata + scalinata), dentro (navata unica + soffitto ligneo), dietro l’altare (il polittico), e poi dintorni (piazze e musei a portata di passeggiata).

Info rapide per visitarla senza perdere tempo

  • Tempo minimo (10 min): facciata + navata + uno sguardo all’altare
  • Tempo “giusto” (25–30 min): anche cappelle/nicchie laterali + polittico
  • Difficoltà: scalinata importante (valuta scarpe comode)
  • Consiglio pratico: se sei sensibile al fresco, porta una felpa leggera: dentro, tra pietra e ombra, la temperatura scende rispetto alla piazza.

Se stai organizzando il giro complessivo del centro, prima di tutto ti conviene avere chiara la struttura della città (Piano vs Sassi): utile questa guida sulla storia della città di Matera

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Storia in breve: perché una chiesa del ‘700 parla anche di Medioevo

La chiesa che vedi oggi è settecentesca (costruita intorno al 1700), ma si appoggia a una storia molto più lunga. Prima dell’edificio attuale, qui c’era una piccola chiesa rupestre dedicata ai Santi Pietro e Paolo, databile tra 1000 e 1100. Col tempo l’area si è trasformata: nel Quattrocento arrivano ampliamenti e ambienti laterali, oltre al convento annesso.

Questo spiega una cosa semplice: non è “solo barocco da cartolina”. È un luogo stratificato, nato piccolo e diventato importante quando Matera cresceva nella sua parte alta.

Cosa guardare all’esterno: scalinata, facciata e statue

Arrivando in piazza, la prima cosa che ti prende è la scalinata trapezoidale: sembra fatta apposta per farti rallentare e alzare lo sguardo. E fai bene a farlo, perché la facciata è ricca di decorazioni in stile barocco “pugliese”, molto riconoscibile.

Se vuoi una foto pulita:

  • mattina presto: piazza più vuota, luce più morbida
  • tardo pomeriggio: facciata che “scalda” e contrasti più belli

In alto cerca la statua della Madonna Immacolata e, ai lati, San Francesco e Sant’Antonio da Padova: sono messe lì in modo chiaro, come accoglienza prima del portale.

Dentro: navata unica, nicchie laterali e soffitto in legno

L’interno è a navata unica: non ti perdi. Ed è proprio questo il punto: entri, capisci subito dove guardare, e puoi scegliere se fare una visita “veloce” o se soffermarti.

Le pareti laterali sono scandite da nicchie e cappelle legate ai nobili materani (un dettaglio che racconta quanto chiesa e città fossero intrecciate). Ma il colpo d’occhio più piacevole, spesso, è sopra la testa: il soffitto ligneo decorato scalda l’ambiente e lo rende meno “freddo” rispetto ad altre chiese più severe.

Se sei in giro con bambini o con qualcuno che si stanca facilmente, qui funziona bene la visita “a tappe”: 2 minuti di pausa seduti, poi altri 5 minuti di giro. È una chiesa che si presta.

Il polittico e le opere: cosa non saltare

Dietro l’altare maggiore c’è un’opera che merita la sosta: un polittico dipinto a tempera su tavola, attribuito a Lazzaro Bastiani o Bartolomeo Vivarini (attribuzioni riportate spesso in modo alternato).

Il modo più pratico per “leggerlo” non è conoscere i nomi: è avvicinarsi e guardare i dettagli (volti, colori, dorature, impostazione delle figure). Se hai solo 30 minuti in totale, questo è uno dei punti da mettere tra i “non salto”.

Perché per i materani conta davvero: i patroni e la tradizione cittadina

Qui non stai visitando una chiesa “qualsiasi”: per molti materani è un riferimento del Piano anche perché ospita le statue dei patroni/protettori legati alla devozione cittadina, come Sant’Eustachio e la Madonna della Bruna.

Se ti interessa collegare la visita alla festa più famosa della città (e capire perché Matera il 2 luglio cambia faccia), puoi incastrarla con l’articolo sul Sasso Barisano

e con la guida ai Sassi, così il racconto diventa completo: scopri i Sassi di Matera e il loro fascino

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Cosa vedere nei dintorni: piazze, chiese e musei in 1 ora

Questa è la parte più utile se vuoi ottimizzare il giro.

Opzione 1 – “Centro compatto” (45–60 min):

  1. Chiesa di San Francesco (30 min)
  2. Passeggiata verso Piazza del Sedile (5–10 min)
  3. Salita verso la zona del Duomo (10–15 min, con calma)

Opzione 2 – “Cultura + musei” (1h30–2h):

  1. Chiesa (20–30 min)
  2. Museo Ridola / area museale vicina (in base a cosa scegli)
  3. Palazzo Lanfranchi, se vuoi completare la parte storico-artistica

E se a un certo punto ti serve una pausa vera (senza spostarti in un altro quartiere), in zona trovi locali perfetti per sederti: qui l’idea dell’aperitivo funziona bene perché sei già nel cuore del Piano. Se ti va un suggerimento pratico su come scegliere posto e orario, trovi spunti qui: aperitivo a Matera tra panorami e sapori unici

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La mia visita “da turista stanco”: cosa ho imparato in 20 minuti

La prima volta ci sono arrivato dopo un’ora abbondante di saliscendi tra Sassi e centro. Ero nella modalità classica: “faccio una foto e via”. Poi ho fatto due cose che mi hanno svoltato la visita.

La prima: mi sono fermato sotto la scalinata e ho guardato la facciata come se fosse un palco. In piazza c’era vento leggero e l’ombra faceva respirare dopo il caldo delle vie più esposte.

La seconda: entrando, ho capito subito che l’errore sarebbe stato correre. Ho scelto un solo obiettivo: vedere bene il soffitto e arrivare al polittico. Fine. Dieci minuti fatti così valgono più di mezz’ora passata a zigzagare senza sapere cosa stai cercando.

Takeaway pratico: quando sei stanco a Matera, non “saltare” le chiese. Accorciale. Scegli 2 cose da guardare e vai dritto lì.

Gli errori da evitare quando visiti la Chiesa di San Francesco a Matera

🚫 Non arrivare con scarpe sbagliate
Scalinata + basole lisce in piazza: se hai suole rigide o lisce, te ne accorgi subito. Sneakers con suola antiscivolo e risolvi.

🚫 Non fare solo la foto alla facciata
È il classico “errore da 60 secondi”: scatti e te ne vai. Dentro bastano 10 minuti per vedere ciò che rende la visita diversa.

🚫 Non entrare durante una funzione (se vuoi visitare)
Se trovi celebrazione in corso, meglio fare il giro del quartiere e rientrare dopo. È più rispettoso e ti godi davvero l’interno.

🚫 Non ignorare il contesto
Questa chiesa ha senso anche per posizione: incastrala con Piazza del Sedile e l’accesso ai Sassi, altrimenti diventa una tappa scollegata.

🚫 Non sottovalutare il fresco interno
In estate fuori puoi avere caldo pieno, dentro l’aria cambia. Una felpa leggera nello zainetto ti salva.


Organizzare Matera bene significa anche scegliere tappe “intelligenti”: questa chiesa è una di quelle. Ti dà storia, arte e un pezzo di identità cittadina… senza farti perdere mezza giornata.


Vuoi costruire un giro a Matera senza stress (e con tappe vicine tra loro)?
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🏨 Come dormire nei Sassi di Matera per un soggiorno unico

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Se vuoi, dimmi dove alloggi (Piano, Barisano o Caveoso): ti dico come incastrare questa visita in un itinerario a piedi da mezza giornata senza saliscendi inutili.

ok. riscrivi. non mi importa il punto 4: se trovi chiuso

Autodiagnosi

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La Chiesa di San Francesco d’Assisi a Matera è una tappa che funziona benissimo quando vuoi “fare centro” senza perdere tempo: è in alto, sul Piano, affacciata su una piazza ampia e comoda da raggiungere a piedi. Molti la fotografano e passano oltre, ma se ti concedi anche solo mezz’ora capisci perché è uno degli edifici più riconoscibili della città: facciata scenografica, interno raccolto e alcuni dettagli che raccontano Matera più di quanto sembri.

Qui sotto trovi una guida pratica: quanto tempo mettere in conto, cosa guardare davvero (anche se sei stanco), e come inserirla nel giro tra centro, musei e accessi ai Sassi. Niente giri di parole: l’obiettivo è uscire con la sensazione di aver visto qualcosa, non solo di aver “spuntato una chiesa”.

In breve: cosa vedere e quanto tempo serve davvero

Se hai poco tempo, la Chiesa di San Francesco d’Assisi a Matera si visita bene anche con un taglio “essenziale”. Ti basta decidere in anticipo quale versione fare.

Versione 10 minuti (super rapida)

  • 2 minuti fuori: scalinata + facciata (già qui vale la sosta)
  • 6 minuti dentro: navata unica + soffitto ligneo
  • 2 minuti finali: altare maggiore e due cappelle laterali (scegline una a sinistra e una a destra)

Versione 30 minuti (quella che consiglio)

  • 5 minuti fuori: facciata con calma (e foto senza fretta)
  • 20 minuti dentro: navata + cappelle/nicchie laterali + dettaglio artistico principale
  • 5 minuti per “leggere” l’atmosfera: sederti un attimo e notare luce, legno, pietra

Cosa portare (banale ma utile)

  • Scarpe con suola stabile: tra basole e scalinata, qui ci si accorge subito se la scarpa è sbagliata.
  • Una felpa leggera: nelle chiese di Matera, soprattutto se vieni dal sole pieno, dentro puoi trovare 18–19°C anche in estate.

Dove si trova e come inserirla in un itinerario a piedi sul Piano

Dal punto di vista pratico, la Chiesa di San Francesco d’Assisi a Matera è uno snodo: da qui ti muovi bene verso il centro “alto” (zona Duomo) e verso le vie più turistiche del Piano (dove spesso finiscono musei e locali).

Per capirci con tempi realistici (camminata tranquilla, senza correre):

  • Verso Piazza del Sedile: circa 5–8 minuti a piedi, a seconda del flusso di persone.
  • Verso la zona del Duomo: circa 10–15 minuti (qui la differenza la fanno salite e deviazioni).
  • Verso i musei principali del Piano: in genere resti sotto i 10–12 minuti.

Se arrivi in auto o ti muovi con taxi/noleggio, la cosa più importante non è “quanto dista”, ma dove puoi entrare: a Matera la ZTL non perdona le improvvisazioni. Prima di infilarti in strade che sembrano innocue, dai un’occhiata a questa guida: guida alla ZTL di Matera per turisti

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Mini-itinerario pronto (senza saliscendi inutili):

  1. Chiesa (30 min)
  2. Passeggiata nel Piano verso musei/centro (15–20 min)
  3. Discesa verso i Sassi solo dopo (così non fai avanti-indietro)

Un po’ di storia senza sbadigli: perché questo edificio “regge” ancora oggi

La chiesa che vedi oggi è legata alla grande stagione settecentesca (intorno al 1700), ma la sua storia non nasce lì. Prima dell’attuale edificio, in quest’area c’era una piccola chiesa rupestre dedicata ai Santi Pietro e Paolo, databile tra XI e XII secolo. Nel tempo, soprattutto tra Quattrocento e fasi successive, il complesso viene ampliato, arricchito e “messo in città” con ambienti laterali e convento.

Tradotto in parole pratiche: quando entri non stai guardando un oggetto unico e perfetto, stai guardando una stratificazione. È un motivo in più per visitarla con l’occhio giusto: non cercare la “grande sala” spettacolare, cerca i dettagli (cappelle, nicchie, decorazioni), perché è lì che si vedono i passaggi di epoca e di gusto.

Se vuoi un contesto rapido per capire come Matera si è costruita tra Sassi e Piano, questa panoramica ti mette a posto le idee: la storia affascinante della città di Matera

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Fuori: facciata, scalinata e il momento migliore per la foto

La Chiesa di San Francesco d’Assisi a Matera colpisce già da fuori: la facciata ha un gusto barocco “da piazza”, cioè pensato per farsi vedere e per incorniciare l’ingresso. La scalinata trapezoidale è il suo “invito” naturale: ti rallenta e ti mette nella posizione giusta per guardare in su.

Se ti interessa fotografarla senza gente davanti, due orari funzionano quasi sempre:

  • Mattina presto (prima che il Piano si riempia): luce più morbida, piazza più libera.
  • Tardo pomeriggio: la facciata prende più carattere e hai contrasti migliori.

Dettaglio utile: non fare solo lo scatto frontale. Fanne uno anche di lato, a metà scalinata, così prendi la profondità della piazza e l’effetto “dominante” dell’edificio.

Dentro: cosa non perdere in 10 minuti e cosa aggiungere in 30

L’interno è a navata unica: è una buona notizia, perché ti orienti subito. Quello che cambia la visita è la tua “lista breve”.

Se hai 10 minuti, fai così

  • Guarda il soffitto ligneo: è uno dei dettagli che dà calore all’ambiente.
  • Fai un passaggio lento lungo un lato: spesso le nicchie e gli altari laterali raccontano più della navata in sé.
  • Fermati davanti all’altare e scegli un solo dettaglio (una cappella o un’opera) da osservare davvero.

Se hai 30 minuti, aggiungi

  • Un giro completo delle cappelle/nicchie laterali, senza zigzagare: vai in senso orario e non ti perdi.
  • Il tempo per osservare l’opera più importante dietro l’altare (qui si trova un polittico attribuito in area veneziana, spesso associato a nomi come Bastiani/Vivarini: anche senza “sapere chi”, la qualità si nota nei volti e nelle dorature).
  • Una sosta di 60 secondi seduto: sembra nulla, ma ti fa notare luce e proporzioni (e ti riposa le gambe, che a Matera serve sempre).

Se vuoi trasformare questa visita in un pomeriggio “cultura fatta bene” (senza correre da una parte all’altra), ha senso abbinarla a un museo del Piano: il museo che riscopre la civiltà contadina di Matera

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La mia visita: 20 minuti, scarpe sbagliate e la lezione più utile

Ci sono entrato una volta nel tardo pomeriggio, dopo un’ora abbondante di saliscendi. Avevo ancora addosso il caldo del sole (pieno, secco), ma appena varcata la porta ho sentito quel cambio netto che a Matera è quasi una costante: aria più ferma, odore leggero di cera, e una frescura che ti fa allentare le spalle. Il problema è che ero arrivato “di fretta” e, soprattutto, con le scarpe sbagliate: suola liscia, non pensata per basole e gradini consumati. Fuori, sulla scalinata, ho iniziato a camminare corto e rigido, come fai quando hai paura di scivolare. Risultato: invece di guardare la facciata, guardavo dove mettevo i piedi.

Dentro mi sono imposto una regola: niente giro caotico. Ho puntato dritto a due cose soltanto — soffitto e altare — e mi sono fermato un minuto seduto. È lì che ho capito la lezione: quando sei stanco a Matera, non serve “vedere tutto”. Serve scegliere 2–3 dettagli e guardarli bene. Da allora faccio così: scarpe con suola che tenga e visita breve ma mirata. È il modo più semplice per godersi la Chiesa di San Francesco d’Assisi a Matera senza trasformarla in una tappa di passaggio.

Gli errori da evitare alla Chiesa di San Francesco d’Assisi a Matera

🚫 Non arrivare con scarpe lisce o rigide
Tra basole e scalinata, una suola scivolosa ti rovina la visita: cammini teso e guardi per terra. Meglio sneakers con grip.

🚫 Non fare solo una foto e scappare
Se ti fermi 60 secondi in più, dentro trovi soffitto, cappelle e dettagli che valgono più dello scatto frontale.

🚫 Non entrare “a zigzag” senza un piano
Navata unica non significa visita automatica: scegli prima 2 cose da vedere (es. soffitto + polittico) e vai dritto.

🚫 Non sottovalutare il fresco interno
Soprattutto d’estate, lo stacco può essere netto (anche 18–19°C). Una felpa leggera nello zainetto ti evita fastidi.

In pratica: la Chiesa di San Francesco d’Assisi a Matera rende molto anche con poco tempo, a patto di visitarla con un minimo di strategia. È una tappa “comoda” ma non banale, perfetta per spezzare la giornata sul Piano prima di tornare nei Sassi o spostarti verso musei e belvedere.


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