Il dolce pugliese dei matrimoni che incanta tutti
I Propati della Zita sono un dolce tradizionale pugliese legato ai matrimoni.
A Foggia ho scoperto per caso un dolce che non conoscevo e che non ho dimenticato: i Propati della Zita. Li ho mangiati nel momento sbagliato, in un bar di stazione, pochi minuti prima di affrontare una strada piena di tornanti.
Dovevo essere in città per una conferenza in ambito medico-sanitario all’Università. Volo diretto da Milano Linate alle 11:55, arrivo al Gino Lisa alle 13:25. Tutto perfetto, puntuale, viaggio tranquillo. A bordo ho apprezzato il servizio: acqua, caffè, tè e succhi distribuiti gratuitamente. Non avevo fatto in tempo a comprare nemmeno una bottiglietta d’acqua prima di partire e il caldo in cabina metteva sete. Ho chiesto il caffè più di una volta e sono stato servito sempre con cortesia.
Il biglietto andata e ritorno mi era costato 110 euro, con rientro il giorno dopo. Non poco rispetto ad alcune low cost, ma considerando comfort e trattamento, un prezzo che ho ritenuto corretto.
Atterrato a Foggia, ho trovato uno scalo piccolo ma curato. Il piazzale esterno è ordinato e dispone di un ampio parcheggio proprio davanti al terminal. All’interno, nella zona arrivi, c’è un bar essenziale ma funzionale; presso i gate si trovano macchinette automatiche con acqua e snack. Nessuna boutique di souvenir, solo punti ristoro e desk di autonoleggio. Semplice, ma ben organizzato.
Mentre aspettavo di organizzarmi per la giornata, è arrivato il messaggio che non ti aspetti: conferenza rinviata a data da destinarsi. Il relatore era rimasto bloccato all’estero per uno sciopero dei controllori di volo.
Ero arrivato a destinazione, ma senza uno scopo.
Non potevo rientrare prima del giorno successivo, così ho deciso di dirigermi verso San Giovanni Rotondo per visitare il Santuario di Santa Maria delle Grazie, dove durante l’inverno le spoglie di San Pio da Pietralcina sono esposte nella cripta.
Dall’aeroporto non esiste un autobus diretto per San Giovanni Rotondo. C’è una navetta che collega il terminal alla stazione ferroviaria di Foggia (15-20 minuti, 4 euro), poi da lì bisogna prendere un altro bus che parte ogni ora dal piazzale Vittorio Veneto.
È proprio lì, al bar della stazione, che ho incontrato i Propati della Zita.
Cosa sono i Propati della Zita
I Propati della Zita sono un dolce tradizionale pugliese legato ai matrimoni. Il nome richiama la “zita”, la sposa. Nascono per celebrare un’unione, un passaggio importante, un momento collettivo.
Si presentano come grandi ciambelle rustiche, dorate e leggermente screpolate in superficie. La consistenza è compatta, quasi asciutta all’esterno, ma più morbida all’interno. Non sono glassati né decorati: hanno un aspetto semplice, quasi severo, che contrasta con l’intensità del sapore.
Il gusto è dominato dal miele e dal vincotto, con spezie decise come cannella e chiodi di garofano. Al primo morso senti il dolce pieno del miele, poi arriva una nota più scura e profonda, infine il calore delle spezie che resta in bocca.
Non è un dolce neutro. È concentrato, importante. Capisco perché fosse legato ai matrimoni: è ricco, simbolico, quasi solenne.
Un dolce nato per celebrare le nozze, mangiato da solo in una giornata andata storta. C’è qualcosa di involontariamente poetico in questo.
Il momento sbagliato (e indimenticabile)
Il problema è che l’ho mangiato pochi minuti prima di affrontare una strada piena di curve.
Dopo il tratto pianeggiante sulla SS 89, l’autobus sale verso il promontorio con tornanti stretti e pendenze marcate. Tra caffè caldo, miele, spezie e curve continue, il mio stomaco ha iniziato a protestare. Ho sofferto un po’ il mal d’auto, cosa che raramente mi succede.
Col senno di poi, avrei dovuto aspettare.
Eppure, nonostante il momento poco strategico, i Propati della Zita mi sono rimasti impressi.
Non sono un dolce turistico pensato per piacere a tutti. Sono un dolce identitario, legato a una tradizione familiare e collettiva. Li ho scoperti per caso, in una giornata iniziata con un volo perfetto e finita tra autobus, tornanti e imprevisti.
Se ti capita di trovarli in una pasticceria della zona di Foggia o della Capitanata, provali. Magari non prima di un viaggio in salita.
Perché certi sapori, anche quando arrivano nel momento sbagliato, raccontano un territorio meglio di qualsiasi souvenir.