Festa della Bandiera Blu a San Cataldo
La Bandiera Blu a San Cataldo garantisce qualità, accessibilità e servizi eccellenti per tutti.
Forse questo racconto non serve a dirti dove andare, perché per quello bastano Google o Tripadvisor. Serve piuttosto a spiegare come cambia il modo di vivere lo stesso posto nel tempo.
Negli ultimi anni mi è capitato di affittare una casa a San Cataldo, soprattutto per una questione pratica. Arrivando all’Aeroporto di Brindisi, in poco tempo si è già sul posto e si può iniziare la vacanza senza perdere una giornata in spostamenti.
L’esperienza a cui mi riferisco è quella del 2024. Una sistemazione semplice, senza particolari ambizioni, usata più come base che come “luogo della vacanza”. Comoda per muoversi in bicicletta, per andare e tornare dal mare senza organizzare troppo, e per raggiungere Lecce quando avevamo voglia di città.
San Cataldo, già allora, mi era sembrata una marina funzionale più che affascinante. Ho visto che anche quest’anno, nel 2026, ha confermato la Bandiera Blu, ottenuta per la prima volta nel 2024. È un riconoscimento coerente con alcuni aspetti positivi che avevo notato: acqua pulita, servizi essenziali, accessi semplici.
Siccome amiamo le spiagge libere io e mia moglie, quest’anno ho scelto di spostarmi altrove e di cercare spiagge più libere, meno costruite e meno congestionate. San Cataldo resta una soluzione comoda, soprattutto come punto d’appoggio, ma non è più il tipo di mare che cerco quando ho voglia di stare davvero tranquillo.
Una delle poche abitudini che continuo ad associare a quella zona è la colazione da Lido Turrisi, sotto il faro. Un posto semplice, senza sovrastrutture, dove fermarsi la mattina presto e guardare il mare prima che la giornata prenda un altro ritmo.
Il fatto che San Cataldo abbia confermato la Bandiera Blu anche nel 2026 non è un caso isolato. In questi anni, tutta la costa leccese ha visto crescere il numero di località premiate, soprattutto lungo il versante adriatico. Zone come le marine di Melendugno, da San Foca a Torre dell’Orso, fino a Torre Specchia Ruggeri, rientrano ormai stabilmente tra quelle riconosciute per la qualità dell’acqua e per alcuni standard minimi di gestione.
Detto questo, col tempo ho capito che la Bandiera Blu, per me, è solo un punto di partenza. Dice che il mare è pulito, ma non racconta come si vive davvero una spiaggia. Non parla di affollamento, di quanto è costruita, di quanto spazio resta per stendere un asciugamano senza sentirsi uno accanto all’altro.
È per questo che, pur partendo spesso da San Cataldo come base, oggi scelgo di andare a Torre Specchia Ruggeri. Lì trovo quello che cerco: spiagge libere, meno strutture, meno rumore. Il mare è pulito, il contesto è più naturale e l’atmosfera resta semplice, frequentata soprattutto da locali.
C’è poi un aspetto molto pratico che, col tempo, ha inciso parecchio sulle mie scelte: i costi reali di una giornata al mare a San Cataldo. Sulla carta i prezzi variano in base al periodo e allo stabilimento, ma mediamente per due lettini e un ombrellone si va dai 15 ai 25 euro. In alta stagione, però, non è raro vedere cifre più alte, anche oltre i 40 euro.
Io ci sono stato ad agosto, in due. Tra stabilimento e parcheggio, a fine giornata ho speso 50 euro, senza contare il pranzo. Non è una cifra folle in assoluto, ma è il tipo di spesa che, ripetuta per più giorni, ti fa iniziare a ragionare su alternative diverse.
Aggiungo inoltre che da qualche parte ho visto chi si inventa Friselle "gourmet" che in altri posti arrivano a 10€, un po' tanto!
Ed è anche qui che il confronto con spiagge libere come Torre Specchia Ruggeri diventa naturale. Meno servizi, è vero, ma anche meno costi fissi e meno sensazione di “giornata organizzata”. Alla lunga, non è solo una questione di mare, ma di come vuoi vivere il tempo che hai.
San Cataldo continua ad avere i suoi punti di forza e capisco perché piaccia a molti. Ma quando voglio davvero staccare, preferisco fare qualche chilometro in più e andare dove il mare si vive con meno filtri.