Bari Liberty: Itinerario Architettonico

Scopri l'itinerario Liberty a Bari, tra eleganza e storia architettonica. Dodici tappe imperdibili nel cuore della città.

Bari Liberty: Itinerario Architettonico

Se sei appassionata o appassionato di architettura, o semplicemente ami scoprire gli angoli meno scontati delle città, Bari saprà sorprenderti anche sotto questo aspetto. Oltre al fascino di Bari Vecchia e al lungomare monumentale, il capoluogo pugliese custodisce un patrimonio Liberty diffuso e spesso poco raccontato, che merita una passeggiata dedicata.

Prima di entrare nel vivo dell’itinerario, è utile fare un breve passo indietro. Lo Stile Liberty, noto a livello internazionale come Art Nouveau, si afferma tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Si tratta di un linguaggio architettonico nuovo per l’epoca, che rompe con la rigidità degli stili precedenti e introduce linee curve, motivi floreali, richiami al mondo naturale e un gusto decorativo ricercato. Le facciate si animano di maschere apotropaiche, figure allegoriche, ferri battuti sinuosi e dettagli simbolici che trasformano gli edifici in vere opere d’arte.

Anche Bari ha saputo accogliere questa corrente, soprattutto nei quartieri sviluppatisi tra fine Ottocento e inizio Novecento. È importante però chiarire un aspetto urbanistico: la maggior parte degli edifici Liberty non si trova nella Bari più antica, cioè Bari Vecchia, ma nella cosiddetta “città nuova”, nata con l’espansione murattiana a partire dal 1813. Proprio questa zona, sviluppatasi tra il porto, il lungomare e i nuovi assi viari come Corso Cavour e via Sparano, è stata il laboratorio ideale per l’architettura di inizio Novecento.

I palazzi Liberty si concentrano quindi soprattutto nel quartiere Murattiano, lungo l’asse che collega la stazione al mare, nel quartiere Madonnella affacciato sul lungomare Araldo di Crollalanza e in parte nel quartiere Libertà. Si tratta delle aree che, tra fine Ottocento e primi del Novecento, rappresentavano l’espansione moderna della città, più che il suo nucleo originario. Non a caso, nel 2019 Bari è stata insignita del titolo di Miglior Città Liberty dell’anno dall’associazione Italia Liberty, a testimonianza della ricchezza e della concentrazione del suo patrimonio architettonico in queste zone.

Devo dire che a Bari ero stato diverse volte, ma non avevo mai davvero compreso fino in fondo la sua architettura. Mi limitavo a passeggiare, ad ammirare le facciate, senza però avere gli strumenti per leggerle. Poi, su suggerimento di mia moglie, abbiamo deciso di fare qualcosa di diverso dal solito e ci siamo aggregati a un gruppo di guide locali. È stata una scelta che ci ha permesso di guardare la città con occhi nuovi, cogliendo dettagli che da soli probabilmente avremmo ignorato. Il gruppo funziona con la formula del compenso spontaneo, senza tariffa fissa, un aspetto che ho trovato interessante perché lascia libertà ai partecipanti e rende l’esperienza accessibile a tutti.

Uno degli edifici più rappresentativi è il Teatro Margherita. Costruito tra il 1912 e il 1914 nell’ansa del vecchio porto, segna un passaggio importante nella storia edilizia cittadina: è il primo edificio barese realizzato in cemento armato ed è anche l’unico teatro in Europa edificato su palafitte. La scelta di costruirlo sul mare nacque da un accordo con la famiglia Petruzzelli, che deteneva il privilegio di edificare teatri su suolo comunale. Oggi il Margherita ospita mostre ed eventi culturali, mantenendo viva la sua vocazione artistica.

Poco distante si erge il Teatro Petruzzelli, inaugurato nel 1903 e considerato il quarto teatro più grande d’Italia. La facciata, ampia e scenografica, è arricchita da balconi, nicchie con i busti di Verdi, Rossini e Bellini, figure allegoriche e un frontone curvilineo dominato dalla statua di Apollo. Il Petruzzelli rappresenta uno dei simboli culturali più forti della città. E' anche uno dei punti culturali più forti della città. Personalmente ci sono stato più volte, anche per sentire Alessandro Barbero. E vi confermo che è bello sia dentro che fuori.

Nel quartiere Madonnella, affacciato sul lungomare Araldo di Crollalanza, si trova il Teatro Kursaal Santalucia, esempio di tardo Liberty. Utilizzato come cinema e teatro, si distingue per gli altorilievi e gli affreschi firmati dai fratelli Prayer, artisti torinesi trasferitisi a Bari nei primi del Novecento.

Proseguendo su Corso Cavour, accanto al Petruzzelli, spicca Palazzo Marroccoli, oggi sede dell’Hotel Oriente. Attivo dal 1928, conserva all’esterno decorazioni raffinate che richiamano pienamente il gusto Liberty. Nelle vicinanze si trovano anche Palazzo Atti e Palazzo Stoppelli, che contribuiscono a creare un vero e proprio corridoio architettonico di inizio Novecento.

Spostandosi su via Sparano, nel cuore del quartiere murattiano, si incontra Palazzo Mincuzzi, realizzato tra il 1926 e il 1928 come sede commerciale della famiglia Mincuzzi. Oltre alla facciata monumentale, colpiscono gli interni con lo scalone scenografico e le decorazioni ricercate, che restituiscono l’atmosfera elegante dell’epoca.

All’incrocio tra via Putignani e via Cairoli si erge Palazzo Ingami Scalvini, costruito nel 1923. L’edificio si distingue per la presenza di simboli esoterici e massonici e per le iscrizioni latine come “Per aspera ad astra” e “Faber est suae quisque fortunae”. Poco distante si trova Palazzo Chimienti, del 1921, anch’esso impreziosito da decorazioni eleganti su portali e finestre.

Infine, nel quartiere Libertà, meritano attenzione Palazzo Dioguardi, riconoscibile per la testa di leone che sovrasta il portone, e Palazzo Colonna De Robertis, risalente alla fine dell’Ottocento. In un’area spesso sottovalutata si celano così autentici gioielli Liberty, testimonianza di un periodo di grande fermento artistico e di una Bari capace di dialogare con le tendenze europee del suo tempo.

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