Attività imperdibili per una giornata a Courmayeur
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Da Torino, dove mi trovavo per un convegno, con mia moglie abbiamo deciso di concederci una giornata a Courmayeur. In macchina, prendendo l’autostrada, il viaggio richiede comunque circa un’ora e mezza. L’idea era semplice: staccare per un giorno e vedere fin dove si riusciva ad arrivare senza trasformare tutto in una corsa.
Siamo partiti al mattino presto, perché sapevamo che una delle esperienze principali della zona richiede un po’ di organizzazione: la salita con la Skyway Monte Bianco. La partenza è da Pontal d’Entrèves, a pochi minuti dal centro di Courmayeur, dove si trovano parcheggi abbastanza comodi proprio in prossimità della stazione della funivia, quindi non serve perdere tempo a cercare posto.
La prima tappa è il Pavillon du Mont Fréty, a circa 2.170 metri. Qui ci siamo fermati un po’, anche per abituarci all’altitudine e apprezzare questo livello intermedio. Non è solo una sosta panoramica: all’interno c’è anche un piccolo museo dedicato alla vecchia funivia e alla storia dell’impianto, oltre a spazi espositivi curiosi, come la conservazione del vino in alta quota. Ci sono anche bar e ristorante, quindi è una tappa in cui vale la pena prendersi tempo invece di salire subito oltre. La vista sul massiccio del Monte Bianco fa il resto.
Poi abbiamo proseguito fino a Punta Helbronner, a oltre 3.400 metri, il punto più alto raggiungibile. Arrivare in quota così rapidamente fa un certo effetto: il paesaggio cambia completamente e ci si ritrova circondati da ghiacciai e vette. Qui c’è una vera e propria area panoramica con balconate affacciate sulle Alpi, una collezione di cristalli molto interessante e altri spazi dove fermarsi, tra cui un bar. In condizioni meteo favorevoli si può uscire anche sulla passerella sospesa, un’esperienza particolare ma non per tutti, di sicuro non per me; ma già solo restare sulle terrazze basta per rendersi conto di quanto il posto sia unico.
Tra salita, soste e rientro, questa parte della giornata ci ha preso diverse ore. È un’esperienza davvero bella e ben organizzata, con diverse cose da vedere e anche da capire lungo il percorso, non solo un semplice “salire e scendere”. Va però considerato anche il costo: in due, tra salita e discesa, e uno sneck, abbiamo superato i 170 euro. Non è poco, ma è il tipo di esperienza che si fa una volta ogni tanto e che, per come è strutturata, riesce comunque a giustificare la spesa. Conviene partire presto, sia per evitare code sia per trovare una luce migliore. In genere gli impianti aprono intorno alle 8:30 e chiudono nel primo pomeriggio (nel weekend leggermente più tardi), quindi è meglio non arrivare troppo tardi per godersela con calma.
Nel pomeriggio abbiamo scelto di rallentare. Dopo la quota alta, l’idea di rilassarsi alle Terme di Pré-Saint-Didier è quasi naturale. Sono a pochi minuti di auto e offrono piscine calde all’aperto con vista sul Monte Bianco. Anche qui i costi non sono bassi: in due abbiamo speso oltre 100 euro per l’ingresso. Non è poco, ma per qualche ora di relax dopo il freddo della mattina ne è valsa la pena.
In alternativa si può anche rimanere in paese e fare una passeggiata nel centro di Courmayeur, tra negozi e locali, ma noi avevamo bisogno di qualcosa di più tranquillo.
La sera siamo rientrati verso Courmayeur per cena. Avevo un obiettivo chiaro: assaggiare il lardo di Arnad, uno dei prodotti più tipici della zona. La cucina valdostana è piuttosto sostanziosa e dopo una giornata così si apprezza ancora di più: piatti semplici e saporiti, perfetti per chiudere la giornata all'aperto.
Nel complesso, Courmayeur si presta bene anche a una visita in giornata. Non si riesce a vedere tutto, ma scegliendo un paio di esperienze mirate si riesce comunque a costruire una giornata piena, senza dover correre continuamente da un punto all’altro.